
Pausania (IX,17) scrisse che “I barbari abitanti all’occidente della Sardegna” avevano mandato una statua in bronzo del Dio Sardus a Delfi, facendone dono al celebre santuario.
Dello stesso simulacro noi conosciamo una piccola copia di bronzo, proveniente da Gesturi o Genoni, con l’intera figura del nume, mentre la sola testa è disegnata su un centinaio di monete, di zecca locale (forse in Sulcis), rinvenute per lo più al Sud e all’Ovest dell’Isola, in territorio di dominio cartaginese ed abitato da sardo-punici. Punica è anche l’iconografia del Sardus Pater, sia nella copia di Genoni che lo rappresenta stante, con lunga tunica, corona di penne e scettro, sia nelle monete nelle quali appare il capo con la tiara e la punta dello scettro.
Sardus dalla tradizione letteraria è fatto venire in Sardegna dalla Libia, con uno stuolo di coloni, e gli si fa occupare , per primo tra gli invasori , l’Isola che ne prende il nome. Stando ai testi antichi, dunque, Sardus sarebbe un eroe “libico”, diventato l’eponimo dei sardi, il loro Pater, o Dio. Preferiamo dunque togliere Sardus dal pantheon protostorico, e farne uno dei tanti Dei di nazioni, regioni, luoghi e città che i Cartaginesi solevano fabbricarsi nei paesi di conquista, solleticando con la parvenza del nome il fervore dei popoli locali assoggettati. Si trattava dunque di un nume siro-cartaginese.
Approfondimenti
Sardus Pater
Eroi,avi e religione animistica