Gli antichi nuragici avevano una forte devozione per gli eroi e gli avi divinizzati, ai quali dedicavano offerte e libagioni. Tutte queste “divinità” esprimono una religione animistica, che si concretizza anche nella loro venerazione dell’Acqua celeste, che risveglia i pascoli e tutta la vegetazione, che ristora e risana la terra e tutte le creature. Anche Il Sole e La Luna avevano un loro particolare culto, rappresentati se vogliamo anche dal Toro, l’animale possente e rigeneratore della vita. Anche le Stelle e il Fuoco venivano venerati assieme a tutti gli altri elementi del creato.
Tutte queste forze della natura si compendiano in una divinità suprema, che è la Grande Madre, dal cui grembo , come da quello della terra , scaturisce il flusso vitale, il seme di ogni fertilità, dava la speranza del domani materiale e assicurava agli spiriti ,quando gli uomini fossero morti, la sopravvivenza e la rigenerazione dell’amore, oltre la morte. Il suo “mana” permeava tutto in cielo e in terra e la gente ne traeva il sapore della vita e il senso escatologico dell’al di là .Questa divinità, ritrovata con i suoi idoli di sasso in diversi ripostigli archeologici, simboleggiava il ciclo eterno della vita umana ,che si spegne e si riaccende non diversamente dal modo in cui gli abitanti nuragici del villaggio vedevano perire e rinascere nella loro terra la vegetazione ed i pascoli, sotto l’implacabile moto degli astri e delle stagioni.
Pour approfondir
Sardus Pater
Eroi,avi e religione animistica