
A Bithia è localizzata una produzione artigianale che testimonia i caratteri di un’originale cultura sardo-punica. Notevoli sono le figurine fittili prodotte a Bithia.
Le statuette fatte al tornio presentano delle varianti soprattutto su due aspetti:
• L’articolazione delle braccia
• Caratterizzazione del viso
Le braccia, costituite da elementi applicati, si dispongono a toccare i punti più vari del corpo. Probabilmente la loro posizione indica le parti in cui si manifestava la malattia dell’offerente. Ancora elementi applicati concorrono a caratterizzare il viso plasmato a mano. Essi sono impiegati soprattutto per rendere il naso, il mento, le orecchie, le sopracciglia, gli occhi e la bocca. Inoltre, la perforazione è utilizzata per individuare il padiglione auricolare e le narici. Il ritocco a stecca, altrove poco utilizzato, è impiegato largamente per la resa dei capelli, delle sopracciglia, dei baffi, della barba e delle mani. I corpi hanno generalmente forma campanata, più raramente forma ovoidale. Numerose sono anche qui le varianti attestate nell’ambito delle categorie. L’andamento delle sagome è spesso movimentato da angolosità e strozzature.
Varie sono anche le basi: espanse, con bordo a cordone ribattuto, a piede cilindrico svasato e rientrante, a duplice e triplice anello. Le suggestioni locali, che sembrano derivare dalla produzione dei bronzetti nuragici e una cronologia più tarda di quella degli altri gruppi punici, sono in parte le cause che determinano le varietà e l’autonomia che ne consegue.
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