
In Sardegna come altrove, la cultura campaniforme mostra i suoi elementi caratterizzanti:
• Le stoviglie e il brassad
• Il “bicchiere”
• La ciotola emisferica (“cuenco”)
• Una tazza bassa decorata con fondo convesso e le spalle rientrate nel mezzo
• Vaso su piedi solitamente tre, ma talvolta anche quattro
Tra gli oggetti litici segnaliamo la cosiddetta “munequera de placa” (“o brassad”). E’ una placchetta in pietra con due o quattro fori destinata ad essere legata all’avambraccio per proteggerlo contro il ritorno della corda dell’arco dopo il ritiro.
Tra le armi metalliche il pugnaletto corto di rame o di bronzo.
La presenza, nel gruppo sardo “campaniforme”, di “cuencos” su tre piedi (San Bartolomeo, Nuraxinieddu), dimostra che la cultura beaker si inserisce nel contesto fondamentale della cultura di San Michele e ne viene assorbita e trasformata in senso locale. La stessa foggia del bicchiere si altera e decade. Per quanto riguarda la linea del vaso domina, nell’Isola, quella “angolosa” (Marinaru, Nuraxinieddu), conosciuta anche ad Anghelu Ruju).
L’impostazione decorativa della vasaria campaniforme isolana, nelle fogge del “bicchiere”, del “cuenco” e della “tazza a spalle rientranti”, non differisce dal comune gusto di segmentare la superficie esterna dei recipienti con fasce orizzontali sovrapposte in alternanza di lisce ed ornate con vari motivi, secondo un rigido e geometrico criterio partitivo, così lontano dal sentimento libero e arioso della decorazione vascolare di San Michele.
Pour approfondir
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