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L'IsolaArcheologia
500.000 a.C.>>1800 a.C.
1800 a.C. >> 238 a.C.
455 a.C. >> 880 d.C.
Descrizione e peculiarità
Viene considerata un aspetto particolare della cultura di San Michele di Ozieri.
Il nome viene dall’aspetto architettonico più appariscente, costituito da monumenti funerari per lo più, ma anche cultuali, in forma di circolo di pietre fitte verticalmente, contenente al centro ( ma non sempre) una cassetta o cista quadrangolare, riduzione del dolmen.
I Circoli sono di due tipi:

• Il tipo A  più antico rappresenta una vera e propria tomba, con cassetta centrale circondata da lastre fitte a coltello e con una stele.
• Il tipo B, più recente, con un ingresso a E-S/E contrapposto ad una stele.

La diffusione di questa cultura non supera i limiti della Gallura, regione del nord dell’Isola che costituisce ancor oggi un’entità fisica e antropica con una fisionomia particolare distinta da quella della restante Isola,e che doveva costituirla di più in antico,quando la catena granitica del monte Limbara, più che ora, la divideva dal resto della Sardegna, mentre le valli scendenti verso il Nord e prospicienti la vicina Corsica ne facevano un’appendice di quest’ isola minore,dai caratteri geografici e umani di transizione tra le terre del mediterraneo africano e di quello ligure-provenzale. Non vi è dubbio che tale individualità geografica della regione,che fu abitata prevalentemente da popolazioni corse , ha avuto sempre il suo peso, sebbene non esclusivo, nel determinare la singolarità di questo aspetto culturale.


Rito funerario
Non abbiamo parecchi dati per una lettura dettagliata di come svolgevano il rito funerario. Gli scheletri,che sono stati trovati soltanto in un circolo di:
• Li Muri
• Li Muracci
• S. Pantaleo
Erano deposti con il corpo disteso, a giudicare dalle dimensioni delle cassette dolmeniche lunghe sino a due metri. Probabilmente alcuni erano stati dipinti con ocra rossa, che rappresenta il colore del sangue e della rigenerazione,come si può immaginare dalla presenza di ciottoli con tracce visibili di questa materia, trovati deposti dentro il ricettacolo centrale destinato a sepoltura.
Rozze stele senza figure o simboli , al naturale indicavano la tomba. Altre racchiuse e isolate dentro piccoli recinti fatti a imitazione delle grandi ciste dolmeniche, univano al carattere religioso del culto betilico,essendo insieme sede e rappresentazione, senza volto umano, della divinità che proteggeva i morti. Cassette di lastre di m. 0,40 X 0,50, in media, nell’area risultante dall’adesione dei circoli, ritrovate vuote, servivano forse a ricevere periodiche offerte  di viveri  per i defunti o ad accogliere resti di sacrifici rituali.


Approfondimenti
La religiosità nella cultura di Ozieri
Menhirs
Le sepolture della cultura di S.Michele
Dolmen
Domus de Janas
Domus de janas case eterne
Sepolture a circolo
I circoli di Arzachena
I corredi di Arzachena
Le Armi
La Gran madre e il Toro
La madre mediterranea
Lingua Prenuragica
Legami culturali e linguistici



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