Datazione
In Sardegna abbiamo attestazioni di Menhirs a partire almeno dal Neolitico recente (Cultura di Ozieri 3500 a.C), attraversano tutta l'Et del Rame, sopravvivono nell置so per tutta l弾t nuragica e nelle regioni della Sardegna centrale i Barbaricini (cio le popolazioni non romanizzate) li adoravano ancora in pieno medioevo. Infatti Gregorio Magno in Ep. XXVII, del VI sec. D.C scrive : 鏑igna autem et Lapides adorent.
Ancor oggi le pietre fitte possono evocare personaggi umani puniti con la pietrificazione o vengono assomigliati ad animali e questi elementi, nonostante le alterazioni tardive suggeriscono l誕ntico carattere di elementi della religione animistica, per cui le pietre stesse, oggetto di tab magici e di cerimonie cultuali a sfondo erotico-riproduttivo, erano considerate animate, sedi di esseri e di spiriti d置n indistinto principio biocosmico .
Origine e culti
Probabilmente questi sono la traduzione in pietra dei pali lignei totemici,dove veniva rappresentato l誕ntico animale (il toro) che si infonde nel grembo della natura femminile con sacro erotismo. Questa una ideologia neolitica di origine orientale , che in occidente si arricchisce di elementi, a base animalesca ,della magia paleolitica.
Sicuramente presso i menhirs, gli dei di pietra naturale, dovevano effettuarsi delle cerimonie a sfondo magico religioso. Nei Menhirs vedevano celato lo spirito fecondatore. E probabile che questo, come attestano elementi residui di Folklore sardo delle pietre, era assunto magicamente, dalle vergini spose, scivolando sul pilastro, unto per l弛ccasione o sfregandovi il ventre o anche semplicemente arrampicandosi. Questo era il sacrificio venereo al genio della pietra, perch il grembo femminile non negasse la prole, segno di maledizione e di castigo. Con lo stesso intento si facevano danze intorno ai menhirs, e l置sanza ancora viva a Olzai- Nuoro, di lanciar pietre contro una roccia chiamata 釘abbu Ogozzi, che assomiglia vista da lontano a un personaggio gigantesco con un cappuccio, fa supporre che derivi da un誕ntica cerimonia di lapidazione lustrale dei menhirs in onore del dio della pietra.
Descrizione
La loro altezza di solito si aggira sui tre metri, non presentano segni di lavorazione , per il carattere tab o al fine di serbare la forza primordiale del mana , che si sprigiona in tutta la sua efficacia, soltanto dalla materia nuda , intatta del masso , sede del divino. Questo della rozzezza al naturale e una caratteristica che accomuna la massima parte dei menhirs in Sardegna e che distingue anche i Menhirs centroeuropei e atlantici nonch mediterranei ossia palestinesi, pugliesi, maltesi corsi almeno per le et pi antiche.
Appuntiti o tondeggianti in cima , i menhirs sardi rivelano , con la loro forma coneggiante , l弾ssere sessuale maschile: il fallo, simbolo del Toro Solare , il compagno della lunare Gran Madre.
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