Introduzione
La maggior parte dei vocaboli di cui siamo a conoscenza riguardano i nomi dei luoghi persistiti attraverso la stratigrafia linguistica storica, per lo straordinario potere di “fissaggio”che ha avuto – ed ha ancora- la terra Sarda. Teniamo conto che non sappiamo quanti elementi siano da riferire all’originale sustrato e quali alla successiva età dei nuraghi, ammessa la sostanziale unità e omogeneità della lingua sarda nelle due fasi principali di civiltà della Sardegna indigena (prenuragica e nuragica).
Strato basco-caucasico
Si concorda nel riferire il sustrato sardo allo strato linguistico panmediterraneo più antico: lo strato “basco-caucasico”preindoeuropeo. Nel sustrato poi il Terracini distingue due aree linguistiche isolane, dal Bertoldi considerate due opposte correnti del sustrato stesso:
• L’area settentrionale o “reto-ligure”
• L’area meridionale o “afro-iberica”
Questa distinzione di due filoni linguistici con partizione geografica fa riscontro alla partizione , fatta dagli antropologi, di una Sardegna del Nord a popolazione mista euroafricana e eurasiatica (dolico e brachimorfi) e di una popolazione pura euroafricana (dolicomorfa).
Pur riconoscendosi nel filone linguistico “basco-caucasico” e “afro-iberico” il risultato di un’antichissima ondata etnica orientale, per la Sardegna non lo si considera un apporto diretto dai paesi dell’Est, ma un riflusso “occidentale” dalla Libia (Bertoldi) o dall’Iberia (Pallottino).
Tabella comparativa
Il Pallottino ha fatto una tabella comparativa, dove ha messo in evidenza le analogie tra elementi del patrimonio lessicale della lingua basca e singoli relitti lessicali o voci toponomastiche sarde:
• In sardo Bitti (agnellino) e in basco bitin (capretta)
• In sardo Golosti (agrifoglio) e in basco gorosti (agrifoglio)
• In sardo Mogoro (altura) e in basco mokor (zolla, tronco)
Si tratta evidentemente di residui, fissati da regioni con caratteristiche comuni di “recessione”, d’una stessa lingua, parlata sia dai sardi che dai Baschi antichi e derivata tra gli uni e gli altri dall’est (fascia caucasica perimediterranea).
Questa comunanza di linguaggio , in queste due aree, fu rafforzata dai contatti che seguirono nel corso dell’età del rame e della prima fase del Bronzo. Le numerose corrispondenze culturali che abbiamo rilevato tra la Sardegna di questi tempi e la cultura Pirenaica (e dunque anche basca) megalitica e campaniforme,stanno a provarlo.
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