La Cultura di Bonuighinu
Datazione e denominazione
Nel Neolitico medio (3800-3200 a.C.) fiorisce la cultura di Bonuighinu che prende il nome dalla grotta nel sassarese dove, per la prima volta, ne furono rinvenute le tracce.
Caratteristiche
Gli uomini di BonuIghinu sapevano coltivare il grano e addomesticavano gli animali. Vivevano ancora in grotta, ma furono anche i primi Sardi a vivere in villaggi di capanne.
In questo periodo i defunti iniziarono ad essere sepolti nelle
grotticelle artificiali, tanto frequenti in Sardegna, chiamate in sardo domus de janas (It. case delle fate).
I vasi in ceramica prodotti dagli uomini di Bonu Ighinu sono raffinati ed eleganti, con pareti sottili e lucide, decorate o inornate.
Il culto della Dea Madre è l'elemento centrale anche della loro religiosità come testimoniano le statuette femminili dalle forme obese rappresentanti la natura, realizzate in pietra, argilla ed osso.
Dee Madri
Accanto alle ceramiche spiccano per originalità le statuine di divinità femminili. Sono realizzate per lo più in pietre tenere, ma anche in alabastro, in argilla e in osso secondo uno schema canonico:
• testa cilindroide
• corpo obeso con braccia ricondotte al seno o distese lungo i fianchi
La cultura di San Ciriaco
Datazione
3400-3200
Attestazioni
E’ di questi ultimi anni l’individuazione di un nuovo aspetto culturale denominato San Ciriaco che si colloca tra la cultura Bonu Ighini e quella successiva di Ozieri. E’ caratterizzata, soprattutto da una produzione vascolare di ottima fattura. Al momento è documentata in particolare in insediamenti all’aperto quali quelli di Cuccuru S’Arrius di Cabras e Torre Foghe di Tres Nuraghes.
Approfondimenti
La statuina di Cuccuru is Arrius