La lingua punica rimase viva a lungo. Alla fine del II sec d.C, si data un’iscrizione pubblicana , scritta appunto in caratteri e lingua punica. Nel privato il bilinguismo doveva essere ancora più diffuso. Da Nora (Pula) provengono due elementi estremamente significativi per comprendere la stretta commistione dei due diversi ambiti culturali.
In diversi frammenti di sigillata italica (che è una ceramica tipicamente romana) troviamo il nome del proprietario in latino scritto con l'alfabeto cartaginese.