Descrizione
I "circoli" sono fatti in questo modo: un certo numero di pietre, fitte verticalmente nel terreno, delimitano un'area al centro della quale, in alcuni casi, ma non in tutti, sta una cassetta di pietra di forma quadrangolare. Secondo Giovanni Lilliu, il padre dell'archeologia sarda, il defunto era collocato all'interno del circolo perché le sue membra fossero scarnificate dall'azione degli agenti atmosferici; una volta scarnificate, le ossa del defunto erano deposte all'interno della cassetta collocata al centro del circolo.
Zone di diffusione
Le tombe del tipo "a circolo" furono edificate solo in una ristretta area dell'isola, cioè nelle campagne di Arzachena (SS), in zona Li Muri. La presenza dei circoli nella sola area di Arzachena, aveva portato gli archeologi a ritenere che fossero espressione di un'altra cultura, diversa dalla Cultura di Ozieri, chiamata Cultura dei Circoli. Oggi gli archeologi ritengono che i circoli di Li Muri siano stati edificati da uomini di cultura Ozieri. Non devono stupire le diversità locali all'interno di un unico contesto culturale anzi, sono un segno della complessità e della vitalità delle antiche società sarde.
Sepolture e abitazioni in grotta
La cultura di Arzachena conosce anche l’uso di seppellire in grotta. Nelle zone circostanti Li Muri sono state identificate varie grotticelle naturali con abbondanti avanzi scheletrici, in un caso chiaramente semicombusti, e ceramiche d’impasto della stessa qualità di quelle trovate nei circoli funerari di tipo A. Non è invece nota l’utilizzazione tombale di ipogei scavati in roccia (domus de janas), ma non perché fosse impossibile ricavare una tomba in grotta nel compatto granito della Gallura (infatti ne fu aperta ,detta Conchedda di La Fita,nelle formazioni granitiche di località Petra Ruja, in territorio di Bortigiadas), ma invece perché non era nel costume delle genti della cultura di Arzachena,di impiegare il particolare tipo tombale , preferendogli quello in costruzione a grossi massi (circoli e dolmens) o l’altro, più semplice e tradizionale,nelle cavità naturali che il granito offriva con frequenza e abbondanza.
Un tratto caratteristico delle genti della cultura di Arzachena è quello di abitare in ripari naturali sotto roccia, che talvolta costituiscono per l’imponenza e la vastità dei vani ricavati in enormi massi granitici arcuati inferiormente e per la continuità del succedersi dei ricoveri ,gruppi di veri e propri villaggi sotterranei. Questi comodi e capaci ripari si aprono, talvolta, in rocce che si elevano sul terreno circostante formando naturali roccaforti. Abbiamo anche degli adattamenti degli anfratti naturali fatti dall’uomo.
In numerosi luoghi a gruppi di ripari corrispondono gruppi di circoli sistemati nelle prossime adiacenze, talvolta in terreno pianeggiante più in basso dei villaggi, i quali sono situati in punti elevati anche per ragioni di maggiore salubrità per luce e aria.
In depht
La religiosità nella cultura di Ozieri
Menhirs
Le sepolture della cultura di S.Michele
Dolmen
Domus de Janas
Domus de janas case eterne
Sepolture a circolo
I circoli di Arzachena
I corredi di Arzachena
Le Armi
La Gran madre e il Toro
La madre mediterranea
Pre-Nuraghic language
Legami culturali e linguistici