Rifiuto del Cristianesimo e Sardegna terra d’esilio
I Vandali avevano precedentemente sottomesso la già da tempo convertita al cristianesimo Cartagine. Questi perseguitarono con fervore i cristiani, li torturarono e, spesso, li deportarono in Sardegna. Cartagine non accettava la loro avversione al cristianesimo. Il popolo dei Mauri, che risiedeva nella Mauritania (Marocco occidentale) creava continue rivolte tanto che alcune migliaia di persone furono deportate in massa sui monti del Sulcis, dove fondarono Giba. Per questo motivo gli abitanti di quella zona sono ancora chiamati Maurreddusu. Sicuramente il fatto che fossero stati mandati nel Sulcis non è casuale, ma legato al fatto che con molta probabilità fossero destinati come schiavi destinati all’estrazione dei metalli nelle miniere. Gli esuli cattolici diffusero ulteriormente in Sardegna la loro religione e in quest’opera furono aiutati e confortati dal Papa Ilario. Un vescovo esiliato portò a Cagliari le spoglie di Sant’Agostino che furono seppellite nella basilica di San Saturnino. Successivamente un altro Papa sardo, Simmaco, aiutò in vari modi i vescovi esiliati in Sardegna.
I Martiri
Diversi cristiani furono martirizzati e tuttora queste date vengono commemorate e ricordate dalla tradizione locale.
· 1 maggio 303 d.C. - martirio di Efisio a Nora.
· 304 d.C - martirio di Simplicio ad Olbia
· 304 d.C - martirio di Saturno a Cagliari
· 304 d.C - martirio Lussorio a Forum Traiani (attuale Fordongianus)
· 304 d.C - martirio Antioco a Sulci
· 304 d.C - martirio di Gavino, Proto e Gianuario a Porto Torres.
Approfondimenti
la sardegna e i primi cristiani