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Carloforte
Superficie: 50Km2
Popolazione: 6.629 abitanti
Zona: Iglesiente
cap: 09014
Prefisso: 0781

Il piccolo traghetto va e viene, con quel rumore di vecchi ingranaggi e l'odore della salsedine incorporato nel legno dei passamano. Venti minuti di navigazione non giustificano lusso e comodità, cosi' c'e' il tanto che basta a ripararsi dalle ventate gelide dell'inverno e dagli spruzzi. Carloforte appare subito a prora: si riconosce la sagoma inconfondibile dei suoi palazzotti ottocenteschi, sul porto , sul lungomare dei Battellieri e sul lungomare Cavour. Ai moli altri traghetti e pescherecci rugginosi, grandi barche a motore con le reti ancora ammucchiate fra gli attrezzi del lavoro e i salvagente ingialliti al sole
Mentre la piccola nave attracca, eseguendo per la millesima volta la stessa manovra, tra lanci di gomene e movimenti automatici, si diffonde l'odore pungente che si sente solo in porti come questo. Un odore di pesce, di alghe e d'acqua salata un po' oleosa. Ed e' una gioia lasciarsi alle spalle l'aria terribile della città per godere questa dimensione diversa anche in Sardegna. Perché Carloforte e l'isola di San Pietro sono terra di vacanze, ma sono anche luogo di lotte storiche tra l'uomo e il mare, dove il mare e' insieme amico e avversario difficile da domare.
Il nome di Carloforte e' legato alle celebri tonnare. Per decenni i pescatori dell'isola hanno vissuto grazie a formidabili mattanze. Un'attività nata per garantire la sopravvivenza delle famiglie che col tempo si e' trasformata in una fruttuosa industria, sulla quale i Carlofortini avevano investito il proprio futuro. Gli anni Settanta segnarono invece la fine di una rendita che sembrava inesauribile. A catturare i tonni ci pensarono gli armatori stranieri, disposti a utilizzare tecnologie imponenti pur di fermare già in acque internazionali il passaggio dei preziosi pesci. Presi lontano dalla costa, i tonni non riuscirono più ad avvicinarsi per deporre le uova. E sparirono quasi del tutto. Cosi' quelle battaglie sanguinose, un po' truci, che i pescatori di San Pietro sapevano condurre con tanta perizia, si sono definitivamente interrotte. E le grandi tonnare, alla Punta e all'isola Piana, sono rimaste musei di se stesse. Ancora arredate con gli attrezzi e le macchine del tempo, che i Carlofortini usavano per lavorare il pesce e confezionarlo nelle notissime scatole gialle. Quasi un simbolo per una cittadina la cui origine non e' più lontana di trecento anni.

Se gli storici raccontano che nel suo passato remoto sono apparsi i Punici e più tardi anche i Romani, e' certo che gli uni e gli altri non vi si fermarono a lungo, forse poco attratti da un'isola dove l'unica ricchezza era la natura. In quei tempi si cercavano altre cose, il granito delle coste galluresi o anche approdi riparati, dove far tappa sulle lunghe rotte commerciali. Così i Punici si limitarono a erigervi un tempio e i Romani a realizzarvi piccoli insediamenti che abbandonarono subito.


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