A soli 28 km da Oristano, nella valle del Rio Mannu, Arborea è circondata da un territorio fitto di poderi e stradine fiancheggiate da piante di eucalipti e pioppi. Numerose sono anche le pinete che hanno la funzione di trattenere il suolo sabbioso. Infatti gran parte della territorio dell’oristanese è considerata zona predesertica già dal 1931, quando avvenne l’istituzione del Comune.
Quello che oggi è un paese di oltre 3000 abitanti, vanta un passato storico decisamente glorioso che ha influito artisticamente sul paesaggio architettonico non solo della cittadina ma anche di altri centri della provincia di
Oristano.
Tra il X e il XIV secolo, la Sardegna era divisa in piccoli stati indipendenti, 4 esattamente, eredi delle giurisdizioni bizantine, chiamati giudicati perché retti da un Giudice, una sorta di principe governatore.
Uno di questi era il giudicato di Arborea, che dopo alterne lotte con gli altri 3, fu quello che resistette più a lungo di tutti, oltre il 1400. Con l’arrivo degli Aragonesi nel 1417 il territorio finì nelle mani dei marchesi di Oristano e dei conti di Goceano.
Uno dei giudici più conosciuti nella storia del giudicato fu senza dubbio Martino IV, che fece redigere in lingua sarda la famosa Carta de Logu de Arborea, una raccolta di norme completata in via definitiva da sua figlia Eleonora, giudicessa di Arborea . L’importanza di questa raccolta era data dal fatto che si ispirava ai diritti e alle norme dell’Italia continentale, ed ebbe diffusione in tutta la Sardegna. Restò in vigore sino al sec. XIX.
Nel 1919 Arborea subì importanti cambiamenti per quanto riguarda l’assetto politico ed urbanistico. Fu infatti avviata la bonifica del territorio paludoso a sud di Oristano. Nel 1937,con il prosciugamento del grande stagno salato di Sassu, altri 3000 ettari circa di terreno furono riscattati alla produzione agricola e zootecnica.
Così il paesaggio attuale si presenta come un ordinato susseguirsi di campi coltivati, fiancheggiati da filari di alberi, di moderne stalle e di canali. Al centro delle terre recuperate, nel 1928, durante il periodo fascista, fu edificato l’abitato chiamato Mussolinia. Finita la seconda guerra, al paese venne mutato il nome in quello attuale: Arborea. I nuovi poderi vennero assegnati a coloni veneti, dell’Emilia Romagna e in piccola parte a sardi, sorsero grandi fattorie servite da una fitta rete viaria. Cominciarono le coltivazioni di cereali, ortaggi , angurie e fragole che ancor oggi caratterizzano questo centro agricolo. Interessante anche la produzione vinicola (rossi e vermentino) e la gastronomia locale con i suoi arrosti di anguille e muggini, e i formaggi e i latticini.
La zona più interessante è sicuramente il Centro con palazzi modellati a linee rette ortogonali, con un incrocio stilistico architettonico veramente singolare, che va dal tardo-Liberty degli anni Venti al neogotico, in mezzo ad aree di verde, di cui la più bella è il giardino nella
Piazza Maria Ausiliatrice, di fronte alla chiesa parrocchiale del Cristo Redentore.
Da visitare il Palazzo Comunale dov’è presente il Museo Archeologico che conserva reperti archeologici provenienti dalle zone vicine, in particolare dalla necropoli di S’Ungroni.
Negli anni Arborea ha assunto una notevole importanza turistica oltre che per la sua storia e le testimonianze che ne restano, per le belle spiagge vicine e soprattutto per le attrezzature ricettive, che comprendono ristoranti, alberghi ed anche un centro per il turismo equestre e l’escursionismo.