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Stai visitando... La Marmorata
Foto e video della Sardegna
Foto e video La Marmorata
La Marmorata

Furono forse i navigatori romani ad ammirare per primi questo spettacolo. Anche se le due celebri isolette che emergono dalle acque di Capo Testa non erano per loro una meta da godere ma soltanto una risorsa da sfruttare. Ai romani serviva il granito, quel granito inimitabile che rappresenta la ricchezza e insieme il simbolo della Sardegna nord-orientale. Sulle piccole isole non e' difficile imbattersi in frammenti di colonne cadute durante il trasporto. Come sulla spiaggia di Cala Spinosa, vicino Santa Teresa, dove ne sono rimaste alcune intere, lavorate finemente, incastrate fra i massi di granito e rimaste dove i romani le abbandonarono secoli e secoli fa.
Stando agli storici, le colonne di Cala Spinosa erano destinate al Pantheon e difatti sono identiche a quelle che circondano l'antico edificio della capitale. Per realizzarle, i romani dovettero vivere a lungo nell'isola, come conferma la presenza dei resti di un castrum sul promontorio di Capo Testa.
Se all'epoca di Roma imperiale il granito era indispensabile per realizzare i monumenti imperiali, alla fine del secondo millennio e' utile per ricoprire le facciate dei grattacieli di Sidney e di Boston.
Le isole della Marmorata e Santa Teresa di Gallura rappresentano oggi due mete turistiche fra le più ambite in Sardegna anche grazie alle rare specie di animali e di piante che attualmente lo popolano.
La lucertola di Pedriaga , per esempio: scoperta dallo zoologo che le da' il nome, vive soltanto in questo ambiente inimitabile. Confusa fra le piante grasse, che ricoprono in gran parte la superficie delle isole, quasi incollate alla roccia per reggere all'assalto continuo del vento.
Le isole potranno anche continuare ad essere il luogo preferito da cormorani e gabbiani, che le hanno scelte per nidificare e deporre le uova. Migliaia e migliaia di uova, che nel ciclo naturale rappresentano l'unico cibo per i più numerosi abitatori della Marmorata: i topi, in quantità incredibile, capaci di divorare qualsiasi cosa in pochi minuti. Quei piccoli roditori temono l'uomo e raramente gli si avvicinano.
Le spiagge.
Le isole della Marmorata sono piccole, quasi incastonate tra le rocce. La sabbia non e' fine come quella della celebre Rena Majore, a Santa Teresa. Ma queste minuscole mezzelune biancastre sono autentici paradisi, per la miracolosa limpidezza dell'acqua e le forme davvero straordinarie dei graniti che le circondano. Ognuna potrebbe rappresentare il soggetto ideale per la copertina di un depliant turistico sulla Sardegna settentrionale.
Ma il mare di Santa Teresa non e' solo una ricchezza da offrire sul mercato delle vacanze. Lo specchio d'acqua di fronte al paese, protetto com'e' dal grecale e dalla tramontana proprio grazie alla presenza delle isolette, e' un serbatoio inesauribile di pesce d'ogni specie e varietà. I fondali di Santa Teresa sono difatti noti anche per questo: relitti di ogni epoca compaiono come fantasmi tra la fitta vegetazione, confusi tra i macigni granitici, popolati da pesci e molluschi. I pescatori subacquei, che d'estate sono un autentico esercito, li conoscono uno ad uno. E anche loro se ne servono per orientarsi.
Il paese di Santa Teresa non è noto soltanto per la straordinaria bellezza della natura che lo circonda. E' anche uno dei pochissimi centri della Sardegna nati in base a un autentico progetto urbanistico. Fu difatti realizzato nel 1820: una serie di strade disposte a scacchiera che fanno capo a due piazze principali. Il nome fu deciso dal re Vittorio Emanuele I in onore della propria consorte. Ma già i Pisani avevano abitato questo paradiso, realizzando anche un castello nel Porto Longone. Attorno alle mura fortificate sorse un borgo, utile per i traffici con la vicinissima Corsica. Ma il tutto fu distrutto dagli Aragonesi nel 1418 e a frequentare la costa rimasero nei secoli seguenti solo i contrabbandieri galluresi. Santa Teresa oggi rappresenta un connubio non sempre riuscito tra l'esigenza di conservare le ricchezze naturali e quella di trarne i mezzi per vivere.
Cosi' che non mancano le località degne di una vacanza, alcune davvero da sogno. Dal borgo di San Pasquale, dove una strada panoramica consente di ammirare una vista straordinaria sul mare, fino alla penisola Coluccia, che Giuseppe Garibaldi descrisse con stupore durante il suo soggiorno in Gallura. E ancora il promontorio di Capo Testa, dove il granito levigatissimo assume le forme più impressionanti e le colorazioni più strane. E la celebre valle della Luna, un'immensa frattura apertasi in ere remote fra le rocce e allargatasi per l'erosione nel corso dei millenni. Qui il paesaggio e' irreale e le forme delle rocce irripetibili.



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