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Capo Caccia

Capo Caccia
Capo Caccia

Capo Caccia deve il proprio nome a battute venatorie tanto fruttuose da passare alla storia. Si cacciava soprattutto piccioni torraioli e selvatici, parenti stretti e antichi ascendenti di quelli che oggi popolano le piazze e i centri storici delle città.
Sulla punta sud di un grande triangolo calcareo,che si incunea nel mare,a pochi chilometri da Alghero,c’è Capo Caccia, sul lato occidentale immense falesie alte quasi trecento metri, al suo interno una riserva con fauna e flora straordinarie. E, nelle viscere, un labirinto di misteriose caverne. La celebrità di Capo Caccia è legata soprattutto alle grotte, e specialmente alla Grotta di Nettuno. Vi si accede dal mare, oppure da da una scalinata detta Escala del Cabirol.
Dalla cresta che collega Capo Caccia a Punta Cristallo, ci si può affacciare su Cala dell'Inferno su Cala Tramariglio, sull’Isola Piana. Oppure spaziare verso Porto Conte, l’antico porto romano delle Ninfe, o al di là di Punta del Giglio, fino ad Alghero, oggi rinomata stazione turistica.
Vive ancora a Capo Caccia una creatura eccezionale, indicatore d’un equilibrio ecologico
l’enorme grifone, un avvoltoio capace di raggiungere i tre metri d’apertura alare. contano Questo tratto della costa nord-occidentale sembra uno dei più frequentati dai grossi rapaci: per sopravvivere, si sono rifugiati tra pareti inaccessibili e orizzonti marini. Sta di fatto che a Capo Caccia si offrono sempre nel più magico scenario: padroni dell’aria, esploratori della terra e dominatori del mare. Accompagnarli con l’occhio, allorché si librano sfruttando le correnti termiche ascensionali, significa davvero dimenticare i propri limiti, uscire dalla piccolezza della vita di tutti i giorni e volare con loro. Almeno per qualche minuto.
Capo Caccia è anche uno splendido giardino spontaneo di piante uniche al mondo, con un complesso di specie che non esistono altrove, eccezionalmente ricco e variato tanto che la Società Botanica Italiana ha proposto fin dal 1970 di istituirvi una riserva naturale integrale di circa tremila ettari.
Si tratta di uno dei luoghi più incontaminati e selvaggi della Sardegna. Le rocce, di altezza impressionante - si va dai 170 m del capo ai 300 della Punta Cristallo - sono ricoperte di fitta macchia mediterranea, dove proliferano fiori e piante rare e nidificano uccelli marini e rapaci.. Le imponenti scogliere sono interrotte da grotte e anfratti. Le più famose sono le Grotte di Nettuno, vero gioiello geologico che si estende per 2.500 m all'interno del promontorio di Capo Caccia. Scoperte nel 1700, le grotte sono un susseguirsi di gallerie, antri, laghetti e pozzi anche di notevole profondità. Vi si accede via mare, dopo aver doppiato la punta del Capo, oppure via terra, scendendo la Escala Cabirol, un'impressionante scalinata di 110 m e 656 gradini, che conduce all'ingresso della grotta. Appena entrati ci si trova di fronte alle acque trasparenti del lago La Marmora, che lambisce due spiaggette sabbiose.
Spingendosi verso nord si incontra Porto Conte, bellissima insenatura riparata dai venti da cui si gode una splendida vista sull'imponente scogliera di Capo Caccia. Proseguendo in direzione di Porto Conte, oltre la località di Fertilia, si possono vedere alcune tra le più antiche testimonianze del passato di questa zona. Si tratta della necropoli preistorica di Anghelu Ruju conserva ben 36 tombe ipogee, e del nuraghe Palmavera dalla doppia torre.


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