Per i fenicotteri rosa la regione a sud-est della Sardegna, rappresenta l'habitat ideale. Da
Notteri possono trasferirsi rapidamente allo stagno delle Saline dove trovano altre meravigliose specie di volatili: folaghe, anitre, cormorani, avocette e i maestosi cavalieri d'Italia. Tutti splendidi abitatori di questi piccoli paradisi, difesi ormai soltanto dalle associazioni naturalistiche. Compresi quelli che, se non altro perché si trovano nel territorio comunale di Cagliari e di Quartu Sant'Elena, potrebbero essere controllati con l'attenzione che meritano.
Parliamo dello
stagno di Molentargius, il più importante dell'isola, una vasta salina naturale protetta sulla carta dalla convenzione internazionale di Ramsar, ma di fatto esposta ad ogni sorta di offesa. Popolato intensamente da una quantità straordinaria di uccelli rarissimi, Molentargius è formato da due bacini di diversa salinità, il Bellarosa maggiore e il Bellarosa minore. Ciò garantisce ai volatili la presenza di nicchie ecologiche ideali.
Attorno a questo stagno, davvero spettacolare per ampiezza e ricchezza, e' vietata qualsiasi attività, caccia e pesca comprese. Un fenomeno che ha favorito la crescita di canne e giunchi, utili come riparo per gli uccelli ma purtroppo pericolose per l'equilibrio dello stagno.
Una sorte non certo migliore e' toccata alla grande laguna di Santa Gilla. Per gli abitanti dell'antica Karalis costituiva un serbatoio inesauribile di pesce, oggi sparito quasi del tutto per l'inquinamento provocato da alcune industrie dell'area di Macchiareddu. Nonostante i disastri ecologici provocati dall'incuria umana, anche a Santa Gilla resistono i fenicotteri rosa. Anzi, l'antico stagno dei Romani sembra rappresentare la dimora preferita da questi esili uccelli, che popolano il bacino a migliaia.