Come arrivarci
Sorge nella Giara di Serri, un altopiano di rocce basaltiche che si estende tra la pianura del Campidano e le prime cime del Gennargentu, circa 60 km a nord di Cagliari.
Descrizione
E’ un complesso altamente indicativo per le strutture su cui si fondava la vita civile e religiosa nel periodo classico della civiltà nuragica (tra l’VIII e il VI secolo a.C) . Presso la chiesetta medioevale di S.Vittoria , che sorge all’estremità sud-occidentale della Giara, compaiono i resti di una cinta fortificata, con torri nuragiche intervallate nella cortina e munite di feritoie. La cinta racchiude al suo interno circa 50 capanne circolari , un grande recinto che include alcune delle capanne e che doveva assolvere funzioni pubbliche, infine un pozzo sacro sistemato in forma monumentale per il culto che doveva svolgersi accanto a esso.
Importanza
S. Vittoria di Serri fornisce il più interessante esempio di un complesso sacro di età nuragica inserito in un contesto urbanistico. Il carattere monumentale del complesso esclude che esso servisse una sola comunità e suggerisce invece che fosse il centro dell’incontro federale di più gruppi.
L’architettura è significativa soprattutto dal punto di vista religioso, perché si ha qui una delle migliori esemplificazioni del tempio a pozzo.
Per quanto riguarda l’architettura civile è notevole per il grande recinto porticato, che documenta forme architettoniche perpetuatesi durante millenni, per le capanne differenziate che indicano le residenze dei personaggi importanti e i luoghi delle riunioni , per il raggrupparsi delle capanne attorno ad un cortile centrale che prova i modi di aggregazione delle dimore.
Il Santuario e le Assemblee
A nord del “gruppo del doppio betilo” troviamo un edificio con vestibolo rettangolare, con solide pareti rinforzate da grandi pietre, tre nicchie all’interno e una comoda alcova, in cui probabilmente risiedeva il soprintendente del santuario.
All’estremo limite sud-orientale del villaggio sorge un grande edificio circolare , che costituisce il più vasto ambiente nuragico conosciuto del tipo a capanna con tetto a scudo, denominato “capanna delle assemblee federali”. Nella struttura l’edificio ricorda la Sala del Consiglio di Barumini. Come a Barumini un sedile che corre tutt’intorno alle pareti doveva accogliere i notabili convenuti alle grandi feste religiose e alle riunioni interfederali. Nelle pareti compaiono le nicchie nelle pareti e i tre arredi rituali:
• La vaschetta rettangolare
• La bacinella di pietra
• Il betilo
Sono uguali a Barumini anche i materiali rinvenuti all’interno del luogo assembleare:
• Resti di sacrifici con ceneri e ossa animali
• Statuette bronzee zoomorfe
• Armi in bronzo e terracotta
Unicità del tempio di Serri
Questo tipo di struttura è assai diffuso nella Sardegna Nuragica. Il caso di S. Vittoria sembra unico, perché il pozzo sacro era inglobato nel complesso di un grande santuario federale. Il tempio è racchiuso da un recinto ellittico in struttura megalitica, che gira tutt’ intorno lasciando uno spazio per l’ingresso. L’atrio quadrato di 2X2 metri,con il pavimento in lastre di calcare bianco, reca banchine per la deposizione delle offerte sui lati e una mensa di pietra sul piancito,con un foro da cui il sangue dei sacrifici (o il liquido delle libagioni) defluiva in una fossa scavata nel suolo roccioso. Dalla scala di tredici gradini in pietra basaltica si accede alla tholos, formata da venti file di conci sovrapposti ad anelli. Si pensa che l’edificio fosse ricoperto da un grande tumulo di terra battuta e che solo il tamburo della tholos e le ali del vestibolo emergessero sul piano di campagna.
L’interessantissimo materiale trovato nell’atrio del pozzo sacro è conservato nel Museo archeologico di Cagliari.
I bronzetti rinvenuti a Serri
Le figurine appartengono allo stile geometrico e sono estremamente interessanti e significative :
• Un capotribù
• Un arciere
• Una donna seduta su uno sgabello con un bambino in grembo
• Un offerente che regge una fiasca sospesa ad una corda
• Statuette di volatili
• Statuette di quadrupedi
• Resti della prua di lucerne in forma di navicelle votive
Il gruppo del doppio Betilo
A circa mezzo km a est del recinto si trova un gruppo di nove vani circolari posti intorno ad un cortile quadrato,uno dei quali ospitava un doppio betilo, costituito da due colonne tronco-coniche unite sotto la sommità da una fascia a riquadri incavati. Questo insieme di vani, che prende appunto il nome di “gruppo del doppio betilo”, ricorda le abitazioni pluricellulari della contemporanea fase del villaggio di Barumini.