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La Fortezza di Monte Sirai
Come arrivare
L'area archeologica di Monte Sirai sorge ad appena 3 Km. dalla città di Carbonia (S.S. 126) e si raggiunge agevolmente mediante strada asfaltata.
Ha la peculiarità di essere l’unico impianto punico scoperto e sistematicamente esplorato non sulla costa , ma nell’entroterra sardo.

Fondazione fenicia
La fondazione di Monte Sirai di deve ai Fenici stanziati fin dalla prima metà dell'VIII sec. a. C. a Sulcis, nell'isola di Sant'Antioco o forse agli abitanti che nello stesso periodo occupavano la zona di Portoscuso, dove è stata rinvenuta una necropoli fenicia. Monte Sirai diventò un centro abitato di notevoli dimensioni, che si distendeva attorno alla vecchia torre nuragica e occupava una superficie pari a quella relativa al centro abitato visibile attualmente. L'abitato di epoca fenicia era costruito attorno ad un luogo sacro, oggi chiamato Mastio poiché, all’atto della scoperta, si è ritenuto che il suo uso fosse soprattutto militare e difensivo. Questo edificio sorge in parte sul circuito di base del precedente nuraghe e ha subito durante i secoli numerose ristrutturazioni. Si è potuto constatare che la torre nuragica era ancora in buono stato di conservazione in età fenicia e che il luogo di culto si trovava all'interno della cella.
Nella valle a nord dell’abitato era situata una grande necropoli a incinerazione, costituita prevalentemente da tombe a fossa individuali. Tuttavia, non mancano testimonianze, sia pure non frequenti, d’individui inumati. Fino ad oggi sono state messe in luce 95 tombe contenenti i vasi rituali e un piccolo corredo di accompagnamento.

Periodo punico
La comunità fenicia trascorse nell'abitato di Monte Sirai circa duecento anni di tranquilla attività commerciale, agricola e domestica fino a quando intorno al 540 a. C. , Cartagine decise di prendere possesso della Sardegna. In ogni caso, come tutte le città fenicie di Sardegna, anche Monte Sirai uscì completamente distrutta dalla conquista cartaginese. I nuovi abitanti trovarono una sistemazione attorno al Mastio e quindi ripristinarono solo una parte degli edifici circostanti questo luogo sacro, anch'esso devastato dagli eserciti cartaginesi. In particolare, è in questa occasione che venne rasa al suolo la torre nuragica che ospitava il tempio fenicio. Dunque, dopo la sua conquista, avvenuta attorno al 520 a. C., il centro di Monte Sirai fu abitato da non più di tredici famiglie di stirpe nord-africana. Ciò si deduce dalla presenza nella necropoli relativa a questo periodo di tredici sepolture a camera sotterranea, quindi di tipo cartaginese, che rappresentavano altrettante tombe di famiglia. Quindi, in età punica i pochi abitanti di Monte Sirai, divenuta zona marginale ed economicamente depressa, si dedicarono soprattutto all'agricoltura e la vita sul monte trascorse più o meno tranquilla, ma certamente con scarsi collegamenti commerciali ristretti alla vicina Sulcis, fino al 360 a. C. circa.

La Necropoli
Fuori dall'acropoli, verso Nord troviamo la necropoli, in cui sono state individuate una dozzina di tombe a camera ipogeica, con accesso a dromos, in genere chiuse da un portello in pietra. Le tombe presentano resti di decorazione a bassorilievo. Singolare la decorazione che appare nella tomba n. 5, dove in un pilastro appare riprodotto al contrario il simbolo della dea Tanit, divinità cartaginese. Il simbolo appare capovolto forse per un errore di chi eseguì il lavoro.

Ampliamento e importanza del centro
Intorno al 360 a.C Cartagine ampliò e fortificò alcune tra le città più importanti della Sardegna e tra queste inserì anche il centro abitato di Monte Sirai, che, grazie anche alla sua felice posizione naturale, fu resa inespugnabile. Le mura, tipologicamente e strutturalmente identiche a quelle di molti altri centri punici di Sardegna, erano composte da più filari in pietra lavorata ed erano formate da blocchi di pietra da taglio in trachite rossa squadrati e bugnati. Dopo la costruzione della cinta muraria, l'insediamento di Monte Sirai iniziò rapidamente a crescere di dimensioni e di importanza. Fu insediata forse una piccola guarnigione e certamente nuovi e più numerosi coloni si aggiunsero ai precedenti. Il centro abitato si ampliò e come estensione si sovrappose almeno in buona parte alle rovine delle antiche abitazioni di epoca fenicia. E' appunto relativo a questo periodo il primo impianto dell'area sacra del tofet, che testimonia appunto il sopraggiungere a Monte Sirai di ulteriori abitanti portatori di nuove e diverse usanze. La vita nell'abitato di Monte Sirai trascorse per oltre un secolo apparentemente tranquilla e senza ulteriori avvenimenti di grande rilievo. In seguito allo scoppio della prima guerra punica, che ebbe una durata tra il 264 e il 241 a. C., allo scopo di prevenire eventuali sbarchi di contingenti militari romani, nei centri fortificati furono insediate alcune guarnigioni costituite da truppe mercenarie.

Fine di Monte Sirai
Improvvisamente e per cause non ancora interamente accertate, attorno al 110 a. C. l'abitato di Monte Sirai fu abbandonato. Ciò non accadde in maniera lenta e progressiva, ma in modo subitaneo e improvviso e si può desumere dallo stato delle abitazioni e dagli oggetti lasciati sul posto dagli abitanti. Le cause di un abbandono tanto repentino dell'abitato di Monte Sirai sono probabilmente da riferire a qualche calamità naturale, quale ad esempio l'impoverimento delle risorse idriche.


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