Come arrivare
Tuvixeddu è un colle dalla superficie piana e irregolare delimitato dalle vie:
· Is Maglias
· Montello
· Sant'Avendrace
· Vittorio Veneto
Raggiungibile da via Falzarego e dalla scalinata di Sant' Avendrace.
La Necropoli
Il nome Tuvixeddu indica: "colle dei piccoli fori" dal sardo "tuvu" che significa "vuoto, cavità". Di particolare interesse è la Necropoli fenicio-punica che, contando alcune migliaia di tombe risalenti al periodo compreso tra il VI e il III secolo a.C., fa di questo sito una delle più vaste aree storico-monumentali del Mediterraneo. Tali sepolture ipogeiche erano raggiungibili attraverso un pozzo di varia profondità (fino a 10 - 12 metri) che, oltre a possedere degli appositi incavi laterali chiamati "pedarole" per facilitare la discesa dei necrofori, presentava sul fondo una o più stanzette rettangolari note come "celle sepolcrali". L'accesso a questi ambienti sotterranei veniva chiuso con una grande pietra squadrata detta lastra sepolcrale e il pozzo veniva ricoperto di terra in modo che il defunto e il relativo corredo funerario, fossero protetti.
Le tombe dipinte
Nei pressi di via Falzarego abbiamo alcune tombe con singolari decorazioni risalenti al IV sec. a.C. Queste cavità sono:
La "Tomba dell'Ureo" decorata con l’ocra rossa, con palmette, maschere gorgoniche e il cobra sacro della religione egizia, noto come serpente Urèo dal quale trae origine il nome del medesimo ipogeo che possiede la più grandiosa pittura funeraria del mondo punico;
La "Tomba del Combattente" presenta la raffigurazione di un guerriero mentre scaglia la lancia e per questo motivo è detta "del Combattente";
Altre tombe notevoli per la monumentalità e peculiarità sono:
La "Grotta della Vipera" scavata ai piedi del colle e purtroppo vistosamente danneggiata nel corso dei secoli.
La "Tomba di Rubellio" sepolcro romano che presenta una suggestiva iscrizione nella roccia, situato nella parte in cui il colle Tuvixeddu degrada verso la chiesa di Sant'Avendrace.
I corredi rinvenuti
nel corso di numerose campagne di scavo nella necropoli, sono costituiti da:
· Anfore
· Bicchieri
· Coppette
· Ampolle
· portaprofumi
· lucerne
· rasoi
· armi
· monete
· pendenti in oro e in argento
· collane
· amuleti
· scarabei
· statuine
· le uova di struzzo dipinte
· statuette del Dio Bes
I romani , i “tombaroli” , cementerie
Per una serie di eventi concomitanti la zona è stata danneggiata a partire dall’epoca romana. Infatti le maestranze romane, nel 140 d.C., scavarono qui un lungo tratto di acquedotto, ben visibile nell’area archeologica, intersecando e danneggiando parecchie sepolture fenicio-puniche. “I Tombaroli” poi in tutte le epoche saccheggiarono largamente centinaia di tombe privandole dei loro corredi. Inoltre l’attività estrattiva della vicina Cementeria di Santa Gilla e la Calceidrata di via Is Maglias, hanno distrutto una miriade di tombe fenicio-puniche ed eleganti colombari romani. L'attività dei cantieri locali "Italcementi" ha creato un profondo canyon lungo alcuni chilometri, che da via Falzarego giunge fino alla via Is Maglias. Gli insistenti sbancamenti provocati dai mezzi pesanti della stessa Cementeria di Santa Gilla, ha creato un’enorme cava.