Come arrivare
Sorge nell’area del promontorio detto Punta di Chia e del retrostante stagno,che in antichità doveva essere molto più esteso. Si tratta di un tipico insediamento lagunare.
Le testimonianze archeologiche partono dal VII e continuano sino ad epoca tarda.
Da Bitia proviene l’ultima iscrizione neo-punica che si conosca in Sardegna, datata tra il II e il III sec d.C.
La maggior parte della concentrazione di strutture si nota intorno allo stagno, in particolar modo a nord in località Monte Cogoni.
Denominazione
L’antico centro punico di Bitia conserva nel nome greco l’adattamento di quello punico (bitan) attestato da un’iscrizione rinvenuta sul luogo.
Tempio di Bes
Nell’area della necropoli si trova il cosiddetto tempio di Bes. L’edificio di epoca tarda e con successive ristrutturazioni di età romana , si sovrappone ad un’area sepolcrale punica a pozzetti del VI secolo a.C. L’edificio ha tre vani posti in successione. Il primo vano ha il pavimento rialzato,il secondo si caratterizza per una serie di vani minori sui lati, il terzo contiene il basamento dell’edicola su cui doveva sorgere la statua di culto. La scoperta di un’immagine in pietra del cosiddetto Bes ha dato il nome a tutto il complesso. Questa statuetta riproduce il dio Bes barbato e in posizione frontale. Insieme ai serpenti ,attributi abituali della divinità,il Dio porta sul capo una lastra quadrata,forse schematizzazione di una diadema di piume o di foglie. Il corpo, massiccio e tozzo, è modellato nel nudo con un’attenta giustapposizione dei volumi. La scultura, la cui iconografia è ripresa negli analoghi esemplari da Cagliari, Maracalagonis e Fordongianus, è forse la più accurata di tutte per esecuzione e coerenza formale.
Le figurine di Bitti
A Bitia è localizzata una produzione artigianale che testimonia i caratteri di un’originale cultura sardo-punica. Notevoli sono le figurine fittili prodotte a Bitia.
Le statuette fatte al tornio presentano delle varianti soprattutto su due aspetti:
• L’articolazione delle braccia
• Caratterizzazione del viso
Le braccia costituite da elementi applicati,si dispongono a toccare i punti più vari del corpo. Probabilmente la loro posizione indica i punti in cui si manifestava la malattia dell’offerente. Ancora elementi applicati concorrono a caratterizzare il viso plasmato a mano. Essi sono impiegati soprattutto per rendere il naso,il mento,le orecchie,le sopracciglia,gli occhi e la bocca. Inoltre la perforazione è utilizzata per individuare il padiglione auricolare e le narici. Il ritocco a stecca,altrove poco utilizzato, è impiegato largamente per la resa dei capelli,delle sopracciglia,dei baffi,della barba e delle mani. I corpi hanno generalmente forma campanata, più raramente forma ovoidale. Numerose sono anche qui le varianti attestate nell’ambito delle categorie. L’andamento delle sagome è spesso movimentato da angolosità e strozzature.
Varie sono anche le basi:espanse,con bordo a cordone ribattuto,a piede cilindrico svasato e rientrante,a duplice e triplice anello. Gli elementi locali,che sembrano derivare dalla produzione dei bronzetti nuragici e una cronologia più tarda di quella degli altri gruppi punici sono in parte le cause che determinano le varietà e l’autonomia che ne consegue.