Come arrivare
La penisola di San Giovanni di Sinis, sulla quale si colloca la città, termina con il promontorio di San Marco e si protende verso il mare per circa tre chilometri, chiudendo a ovest il golfo di Oristano. Alcune colline, di pochi metri sul livello del mare, movimentano la zona: quella di Su Murru Mannu, quella di san Giovanni e la cosiddetta piattaforma verso nord-est, a sud della torre vecchia.
Descrizione
La città non ha rivelato alcuna traccia del più antico nome fenicio. Il nome Tharros è latino e ci è noto da un cippo miliare. La posizione favorevolissima del porto consentì il fiorirvi di uno dei più grandi centri fenici d’Occidente, estremo punto settentrionale di appoggio sulla via marittima verso le coste galliche e iberiche.
La ristrutturazione di età romana ,pur conservando indizi del preesistente impianto punico non consente di individuare in maniera completa l’assetto della città punica.
L’emergere di alcuni monumenti di epoca punica permette di cogliere le linee essenziali. La città disposta sul tratto centrale dell’istmo, poteva avvalersi di un doppio approdo,uno sul versante occidentale e l’altro su quello orientale.
Zone topograficamente significative
Ai piedi del colle di san Giovanni , nella cosiddetta zona degli scavi di Pesce degli anni cinquanta di questo secolo,sono state identificate due aree diverse:
• Una a destinazione prevalentemente pubblica con orientamento nord-ovest/sud-est
• L’altra ,a monte di questa, con caratteristiche abitative, orientata est-ovest.
Una sorta di piazza , o meglio una sorta di zona triangolare con funzione di cerniera tra le due aree ,si colloca centralmente sotto il pendio del colle ed è lambita da una grande arteria stradale , una delle più maestose documentate sinora nell’isola dopo quella di Nora. La via collega questa zona della collina di Su Murru Mannu, dove hanno avuto inizio , a partire degli anni Settanta, i nuovi scavi della città.
Le Terme e il porto
La città di Tharros ospitava grandi impianti termali di cui si distinguono vari ambienti attrezzati con sistemi di riscaldamento e di servizio. Uno di questi erano le Terme di Convento vecchio, dislocate entro una vasta area opportunamente terrazzata. Queste terme ebbero una fase documentabile dal II secolo d.C , datata in base alla presenza di un mosaico pavimentale.
Sul lato orientale della penisola del Sinis , le prospezioni subacquee, effettuate a più riprese negli anni ottanta, hanno localizzato resti di impianti portuali nella zona di Porto Vecchio , a nord di Su Murru Mannu , e tra quest’ultimo e le terme di Convento Vecchio.
Necropoli
Le aree delle necropoli sono nella zona di:
• San Marco a sud dell’abitato
• San Giovanni a nord dell’abitato
Abbiamo anche la presenza di alcune sepolture nel riempimento del fossato delle mura settentrionali della città.
Le maschere
Sono caratterizzanti le variazioni che compaiono nelle maschere ghignanti. Vediamo che la ricerca dell’orrido e del mostruoso è attenuata e viene accentuata l’analisi fisionomica. L’intervento dell’artigianato locale si riconosce in particolare nella resa della bocca, che riporta la chiostra dei denti e nell’uso più superficiale delle striature che segnano la bocca e gli zigomi.
Gioielli
Uno dei maggiori centri di produzione di gioielli è Tharros. Qui sono stati ritrovati un gran numero di orecchini,bracciali,anelli e collane, lavorati a :
• Granulazione
• Incisione
• Rilievo
Questi presentano dei caratteri particolari e distintivi rispetto al resto della rimanete produzione fenicio-punica.