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Sassari e Logudoro - Meilogu
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Questo itinerario propone la visita nella città di Sassari, dall'aspetto moderno e dal bel centro storico, e la regione posta a sud di Sassari, il Logudoro-Meilogu. Questa è una delle zone più ricche della Sardegna. Prevalentemente pianeggiante, produce cereali, verdure, ortaggi. Sono fiorenti gli allevamenti ovini, da cui deriva la ricca produzione casearia. Le numerose sorgenti e corsi d'acqua favoriscono questa ricchezza.
Il Logudoro ebbe il suo massimo splendore nel periodo Giudicale, quando il Giudice di Torres chiamò i monaci (Benedettini, Camaldolesi, Cistercensi) dalla penisola. A loro si deve l'introduzione di tecniche agricole, e la costruzione delle magnifiche chiese che punteggiano le colline logudoresi. I motivi d'interesse per una visita sono tanti. Il Logudoro vi aspetta.
Bonorva, Semestene, Torralba, Thiesi, Borutta, Bonannaro, Banari Ardara-Siligo, Codrongianus, Sassari.
Tempo di percorrenza: 4 gg.
Bonorva - Semestene
Se vi capita di fermarvi a Bonorva, chiedete di assaggiare “su zichi", antico pane di grano duro, di cui vi è la sagra in estate, o le pabassinas, dolci con l'uva sultanina. Bonorva offre agli appassionati di archeologia dei siti interessanti, come la necropoli di impianto neolitico di S. Andrea Priu. Poco distante da Bonorva, fuori dal centro abitato di Semestene, trovate la chiesa romanico arcaica di S. Nicolò di Trullas.
Torralba
Proseguiamo per Torralba, caratteristico centro, in cui potete visitare il “Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu". A breve distanza dall'abitato di Torralba, si incontra la magnifica reggia nuragica di Santu Antine, e la chiesa romanica in calcare bianco di Nostra Signora di Cabu Abbas.
Thiesi - Borutta
Non lontano da Thiesi, centro di produzione di formaggi e prodotti derivati, si trova Borutta, piccolo paese famoso per la bellissima basilica romanica di S. Pietro di Sorres, uno degli esempi più significativi dell'arte romanica in Sardegna. A metà percorso possiamo degustare le specialità gastronomiche del Logudoro: “mustela de porcu" (lonza di maiale) “su succu istuvadu de Logudoro", zuppa stufata con fregola (palline di semola e uovo) e formaggio fresco acido, “brebei buddia" (pecora bollita con aromi e patate), “turtixedda de patata" (tortino di patate). I vini in questa gastronomia sono ovviamente rossi: Cannonau o rosso di Samugheo.
Bonannaro - Banari
Proseguiamo per Bonannaro, paese famoso per le ciliege dal sapore particolare, di cui si tiene una sagra in primavera. Se invece volete assaggiare delle cipolle dal gusto delicato e profumo persistente, fermatevi a Banari, dove potrete visitare anche il “Museo/Fondazione Logudoro-Meilogu" per l'arte contemporanea.
Siligo - Ardara - Ploaghe
Sulla strada statale 131 in direzione Siligo-Ardara, si trova la chiesa di Santa Maria di Mesumundu, raffinata costruzione di impianto bizantino, risalente al XI sec. All'ingresso del centro abitato di Ardara, si trova la chiesa romanica di Santa Maria del Regno, dall'aspetto severo in trachite nera (una delle poche chiese sarde a non aver subito rimaneggiamenti posteriori). Non molto distante da Ardara prima di arrivare a Ploaghe, troviamo le chiese romaniche di S. Michele di Salvenero e S. Antonio Abate. Fermiamoci per un'altra sosta gastronomica: non possiamo perderci le favate: stufati di fave con cotiche di maiale, tipiche di tutta la zona. O i vari stufati, timballi di carne, pecora o maiale, insaporiti con le gustosissime olive locali.
Codrongianus
Dopo la sosta, la tappa successiva è d'obbligo a Codrongianus. Fuori dal centro abitato, lungo la strada per Sassari, si trova la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, con la tipica alternanza di blocchi di basalto scuro e calcare bianco che ne ha fatto l'emblema dell'arte romanico-pisana in Sardegna.
Sassari
Il nostro itinerario si conclude a Sassari. Durante la visita nel centro storico, possiamo ammirare lo spettacolare Duomo di S. Nicola, in stile gotico ma con una splendida facciata secentesca barocco-spagnola, la chiesa di S. Maria di Betlem, e in periferia la chiesa di S. Pietro di Silki, negli stili gotico-aragonese e gotico-catalano. Prima di concludere la visita ai monumenti e musei della città, come la Fontana del Rosello, o il Museo Nazionale Sanna, fermiamoci in uno dei tanti locali a gustare le “lumache", vera specialità di cui sono ghiotti i sassaresi. Altre specialità diffuse in tutta la città, sono i “piedini d'agnello" cotti in salsa di pomodoro piccante, lo “zimino" (frattaglie di vitello arrosto). Se siete a passeggio per le vie della città, potete degustare la “fainè", farinata di ceci, retaggio dei rapporti commerciali di Sassari con i genovesi.
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