Carbonia è una cittadina ex mineraria di circa 30 mila abitanti, situata nella Sardegna sud-occidentale.
La città fu costruita dopo che, alla fine del 1936,fu individuato il bacino carbonifero di Sirai-Serbariu che si rivelò di eccezionale vastità.
La città fu inaugurata da Mussolini il 18/12/1938. Dal punto di vista architettonico è caratterizzata dai tipici elementi della città fascista. Al centro si trova la Piazza Roma intorno alla quale sorgono i principali edifici: la Torre Littoria (alta 27.5 m ed oggi Torre Civica), il Municipio, la Chiesa, il Dopolavoro, il Cinema-Teatro e due grandi fontane..
La chiesa di Santa Maria si trova nella frazione di Flumentepido, sulla strada che da Carbonia porta a Portoscuso, ed è situata sopra una piccola altura. E' stata edificata nel XI secolo in stile romanico, ed ha una navata unica senza abside. La facciata che in origine era semplice, a capanna con campanile a vela, nel Seicento è stata arricchita di un portico. All'interno la chiesa conserva elementi originali, come la muratura in conci di trachite rossa. I muri laterali presentano ognuno una piccola finestra modanata, la copertura è a capriate, con tetto di legno. Questa chiesa è stata proprietà dei monaci di Montecassino dal 1066, quando fu loro donata dal Giudice di Cagliari, Torchitorio. I monaci fecero delle modifiche all'impianto originale e costruirono anche un monastero, di cui restano pochissime tracce ricoperte dalla vegetazione, nei pressi della chiesa, a poche centinaia di metri verso est. L'edificio è stato recentemente restaurato.
Inizialmente gli spazi abitativi di Carbonia hanno tenuto conto della struttura piramidale dei ruoli esistenti in miniera e della gerarchia fascista: il centro è riservato alle case dei dirigenti (Villa Sulcis, oggi Museo Archeologico, era la residenza ufficiale del Direttore delle miniere di carbone della città), poco lontano si trovano le palazzine degli impiegati mentre modeste case per operai occupano i quartieri della periferia.
Dopo un primo periodo di intensa attività estrattiva, con l'avanzare della seconda guerra mondiale, il ritmo produttivo registra un notevole rallentamento.
Alla caduta del fascismo, vi è una ripresa (il Carbone Sulcis rappresenta l'unico combustibile disponibile in Italia per il rilancio dell'apparato industriale nazionale) ed una seconda fase dello sviluppo di Carbonia sia dal punto di vista demografico che economico. Ma ben presto la riapertura dei mercati internazionali e la concorrenza del carbone straniero, avvia l'industria mineraria ad una crisi lenta ma inesorabile che diede luogo ad una vasta mobilitazione operaia e cittadina. Questa, insieme con quella delle vicine industrie di Portovesme, ha creato in tutto il Sulcis una difficile situazione economica a cui si cerca di dare una risposta soprattutto attraverso attività quali turismo, cultura e servizi.
Il Museo Archeologico "Villa Sulcis" raccoglie materiali datati fra il Neolitico Antico ed il periodo Bizantino, provenienti da numerosi siti, in gran parte del territorio comunale di Carbonia:il riparo sotto roccia di Su Garroppu(Sirri); le necropoli di Monte Crobu e di Cannas di Sotto; gli anfratti di Coderra; il villaggio preistorico di Barbusi; la grotta A.Ca.I.; il nuraghe Sirai; la grotta di Baccu Arrus.
Museo di Paleontologiae Speleologia "E.A. Martel" propone un excursus naturalistico ordinato cronologicamente che ha inizio con gli esemplari fossili delle prime forme di vita comparse sul nostro pianeta circa 600 milioni di anni fa e termina con la comparsa dell'uomo, con resti di archeociatine, trilobiti, brachiopodi, graptoliti, i primi cefalopodi, le felci del carbonifero, pesci, rettili, ammoniti, crostacei, sino all'orso delle caverne, l'elefante nano ed il Prolagus. Grazie ai reperti esposti si ha la testimonianza, a volte spettacolare, dell'evoluzione paleo-biologica della Terra, culminata con la comparsa dei primi ominidi fino all'Homo sapiens sapiens, i cui resti ossei sono completati da alcuni reperti archeologici fittili e litici che testimoniano l’antica civiltà sarda.
Il territorio carboniense,si presenta con una varietà di suggestivi paesaggi, ora aspri e aridi, ora gentili e freschi;rappresenta senza dubbio una delle tessere di maggior pregio di quel mosaico naturalistico ambientale che è il Sulcis.
Di grande rilievo storico è l’insediamento fenicio-punico di Monte Sirai.
Dalla cima del tabulato vulcanico, alto circa 190 m., si può controllare sia il mare, con le isole circostanti, che la pianura sino ai monti. La sommità del monte ospitava i quartieri d'abitazione e gli edifici pubblici dei quali il più importante era certamente il tempio di Astarte, che in principio fu costruito attorno ad un nuraghe preesistente che costituiva la parte più interna del tempio, il Sancta Sanctorum.
Dell'epoca fenicia è anche molto importante la necropoli ad incinerazione, scavata recentemente, che si trova poco distante dalla successiva necropli punica. Attorno al 520 a.C. la città è completamente distrutta ad opera dei Cartaginesi, che nel decennio successivo portano a termine la conquista militare della Sardegna.
In una delle 13 tombe presenti nel sito archeologico, scolpito sul pilastro d'ingresso, si può notare il simbolo della dea Tanit .
La sua posizione geografica offre la possibilità di visitare l'intero Sulcis in qualsiasi periodo dell'anno, con le sue bellissime spiagge, le montagne, le grotte, i percorsi di trekking , e tutto ciò che è natura.
Le coste sulcitane vicine a Carbonia offrono molti tratti di mare con grandi e piccoli arenili.
A nord del territorio di Carbonia è straordinariamente bella la zona di Porto Paglia: questa risulta essere la naturale prosecuzione meridionale della spiaggia di Funtanamar.Sull'estremità meridionale, dalla antica tonnara settecentesca posta a 30 mt. di quota, si può osservare un panorama che spazia su tutte le zone limitrofe, individuando la splendida duna di Is Arenas nel retrospiaggia di Plag'e Mesu.
A sud di Carbonia, la spiaggia di Porto Pino si estende individuando una lunga linea di sabbia finissima a forma di mezzaluna.. Il paesaggio dominante nella zona è quello del bosco, fitto e rigoglioso, caratterizzato dal Pino d'Aleppo per quanto riguarda le specie ad alto fusto, e da ginepro, lentischio, cisto e rosmarino per il sottobosco. Nella parte meridionale dell'arenile, popolate da splendidi ginepri secolari, si stagliano imponenti delle bianchissime dune alte anche 15 metri.
Al largo della costa, poste a sud dei litorali sulcitani, si possono ammirare le Isole della Vacca (con lo scoglio del Vitello) e del Toro distanti rispettivamente 5 e 12 km circa dalla terraferma. Si tratta di due selvaggi isolotti di origine vulcanica che hanno conservato la loro originaria natura a causa della loro distanza e del loro non facile accesso da parte dei diportisti. Proprio per la loro posizione geografica sono di vitale importanza per la fauna avicola, con molte specie di uccelli stanziali (falcone pellegrino, falco della regina) e di passo (storni, tordi, tortore, quaglie, rigogoli, ecc.).Nonostante risulti profondamente ferito dall'attività estrattiva mineraria, l'ambiente nei dintorni della città conserva un patrimonio naturalistico che, in alcuni casi, assume valore inestimabile.
È questo il caso del canale Peddori, situato nelle immediate vicinanze della città, le cui peculiarità ecologico-ambientali hanno consentito lo sviluppo e la preservazione di alcune specie endemiche floreali e faunistiche, a tutt'oggi oggetto di studio.
In questa zona prolifera il bosso delle Baleari , una pianta di origine sub-tropicale che non esiste altrove nell'isola e in Italia.
La macchia mediterranea, invece, offre riparo a varie specie animali quali volpi e lepri, pernici e tordi, donnole e porcospini. Inoltre tutta una serie di avifauna canora, dal merlo all'usignolo, dallo zigolo al fanello, e molti altri ancora, accompagna il visitatore che percorre i numerosi sentieri che si snodano nelle campagne.
L’artigianato nel comune di Carbonia riveste un ruolo determinante a livello economico. Tra le numerose ed operose imprese artigiane spiccano quelle che lavorano nel settore artistico della lavorazione del legno, della ceramica, del vetro dell’oro e dell’argento, dei metalli non preziosi, dei tappeti e delle pelli.