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Leggenda sull'origine dei Nuraghi

La leggenda
L'eroe mitico Dedalo, fuggito da Creta per sottrarsi all’ira di Minosse con la meravigliosa creazione delle ali sorvolava il mare, alla ricerca di un'isola di cui gli avevano parlato i marinai cretesi e, all'improvviso, la riconobbe. Era stanco e calò con le sue ali di cera, in mezzo ad una selva, dove pastori ospitali lo accolsero ed onorarono. Lì rimase fino a che il vento freddo dell'autunno spogliò le querce degli alti pascoli e la sua pena per la recente perdita del figlio si affievolì. Anche i pastori, suoi amici, emigravano verso le terre più miti del sud ed allora, Dedalo, prima di lasciarli, volle far loro un dono. In una radura segreta, sovrapponendo pietra su pietra con una inclinazione e  con un ritmo inconsueti, cominciò a legare saldamente, ma senza  far uso di alcuna calce,quei conci di sasso, bilanciandoli con la sua arte e distribuendoli con la sua fantasia, in un edificio mai visto sino a quel giorno. Così inventò il nuraghe e lo donò ai sardi per la loro calorosa ospitalità, perché essi potessero avere una casa ed anche una fortezza.
Questo mito di Dedalo interpreta in chiave fantasiosa una verità.
E’ il riflesso e la rivelazione simbolica dell’influsso della cultura asianico-egea, che certo non valicò il mare con le ali dell’eroe leggendario, ma raggiunge le  sponde dell’isola con le navi cretesi e micenee , che già nel secondo millennio a.C, furono strumento di dominio commerciale e veicolo di civiltà in tutto il mediterraneo.



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