Caprera: in Sardegna, a casa di Garibaldi

A Caprera, nella Sardegna dell’arcipelago della Maddalena, c’è una casa bianca con vista sul mare. È stata l’ultima dimora di Giuseppe Garibaldi, costruita nel 1856 su quella parte dell’isola che egli volle acquistare. Al suo interno si possono ancora trovare i mobili e gli oggetti della memoria e del quotidiano del generale. Garibaldi visse qui dopo la morte di Anita, per 26 anni, fino al fatidico 2 giugno 1882. La casa di Caprera è ora una casa-museo che racchiude molti dei cimeli appartenuti al generale, nonché alcuni pregiatissimi dipinti che lo vedono ritratto. Un orologio d’epoca, appeso allo stipite di una porta, segna ancora l’ora della sua morte. (altro…)

Sardegna: la città sommersa di Nora

Se vi state chiedendo quale sia la città più antica della Sardegna, la risposta è Nora. O meglio: la città sommersa di Nora. A pochi chilometri da Cagliari, sulla costa Sud dell’isola, a poca distanza dal rinomato centro turistico balneare di Pula, Nora è uno straordinario sito di elevato interesse archeologico. Lì è stata rinvenuta un’antica città (la più antica della Sardegna, appunto), risalente al periodo fenicio-punico. Ma non manca chi sostiene che la città sia stata fondata sui resti di un insediamento ancora più antico. Il successivo insediamento di epoca romana (III sec. a.C.) dimostra che la posizione geografica del promontorio Capo di Pula è estremamente gradevole e strategico. Fu abbandonata solo nel Medioevo, durante gli assalti dei pirati arabi. (altro…)

Visitare la Sardegna con il Trenino Verde

Il Trenino Verde, dall’800, continua a percorrere l’isola in lungo e in largo per 600 km e a far visitare la Sardegna e le sue bellezze naturali a sbalorditi turisti provenienti da ogni parte del mondo. Grazie alle sue dimensioni contenute, questo treno è in grado di raggiungere le località più sperdute dell’impervio interno dell’isola, con le principali (e più turistiche) città della costa. Le infrastrutture della sua rete ferroviaria sembrando sposarsi pienamente con un’etica di rispetto del territorio. Per tale motivo e per gli straordinari paesaggi che si vedono scorrere dai suoi finestrini, il trenino ha conquistato l’aggettivo di ‘Verde’. Questo piccolo treno che viaggia su binari a scartamento ridotto, vi porterà in un fantastico viaggio attraverso l’aspetto più verace dell’isola. Un modo per visitare la Sardegna che venne apprezzato anche da D. H. Lawrence il quale, nel 1921, ne parlò con entusiasmo alla consorte: “Prendiamo il trenino delle Secondarie – disse lo scrittore – ovunque esso vada”. (altro…)

Sardegna selvaggia: la Gallura di Tempio Pausania

Per conoscere il cuore selvaggio della Gallura, non c’è nulla di meglio di un viaggio a Tempio Pausania. Il centro più importante dell’area è rinomato fin dall’antichità per il suo clima particolarmente gradevole anche d’estate e per una ricchezza naturalistica di grande impatto. Così come d’impatto risulta essere il primo approccio del viaggiatore con la città vecchia, costruita in granito bianco e caratterizzata dall’alternarsi di vicoli stretti e ampie piazze.

L’onnipresente testimonianza della civiltà preistorica della Sardegna è qui rappresentato dal Nuraghe Majori: imperdibile sito archeologico raggiungibile dalla statale per Palau.

(altro…)

Domus de janas: storia e nelle leggende della Sardegna

Le domus de janas sono la testimonianza dell’antichità della civiltà sarda e dell’esuberanza di una cultura che vive, da sempre, a stretto contatto con il territorio.

L’immaginario popolare ha lavorato per secoli attorno alle strutture di roccia scavata disseminate su tutto il territorio della Sardegna, ricavandone leggende che continuano ad affascinare.  La miriade di foriche costellano l’entroterra sardo, accessi misteriosi al mondo ipogeo, sono stati popolati di creature soprannaturali: le janas. A seconda delle versioni della leggenda, le janas diventano delicate fatine o sgraziate streghe che escono dai loro nascondigli, le domus de janas, le case delle fate appunto, solo durante la notte.

Oltre il fascino di un racconto antico, c’è l’archeologia che racconta tutta un’altra storia. Anzi: tutta un’altra preistoria.  Le domus de janas, infatti, sono state identificate quali splendidi esempi di sepoltura sotterranea della civiltà prenuragica. Si fanno risalire alla cultura di Ozieri e a quella di Beaker e si pensa siano state costruite tra il 3.400 e il 2.700 a.C. Le pareti di queste grotte artificiali sono spesso decorate con rilievi di simboli magici e dipinte di rosso ocra.

(altro…)

I fari della Sardegna

I fari in Sardegna sono il simbolo della vita marittima. Sfidando correnti e tempeste, queste fortezze luminose guidavano i lontani navigatori, segnalando i pericoli derivanti da coste selvagge e rocce affioranti dall'acqua. Un tempo erano abitati dai guardiani con le loro famiglie, oggi i fari sono quasi tutti automatizzati e il mito del guardiano del faro è quasi scomparso. Al giorno d'oggi il compito del guardiano è quello di sorvegliare i sistemi automatizzati e intervenire in caso di malfunzionamento. I fari della Sardegna sono tra i più suggestivi per la grande spettacolarità dei luoghi nei quali sono localizzati, sulle coste e sui promontori, a strapiombo sulle acque. Oggi sulle coste sarde troviamo ben 33 fari che illuminano il litorale, ciascuno di essi ha la sua storia da raccontare, spesso sono storie fantastiche, legate alla fase di costruzione o alla vita dei guardiani. Faro di Capo Testa Il faro di Capo Testa si trova a soli 3 km da Santa Teresa di Gallura, è uno dei luoghi più suggestivi della costa nord-orientale della Sardegna, guida le imbarcazioni in navigazione tra le acque delle Bocche di Bonifacio. Dal faro è possibile vedere la Corsica e le isole dell'Arcipelago di La Maddalena. Il faro di Capo Testa è attivo dal 1845, grazie alla sua posizione strategica sulle Bocche di Bonifacio, è il faro più importante per la navigazione nella zona nord della Sardegna. (altro…)

Castelsardo

Viuzze strette e ombreggiate,terrazze sul mare, palazzi dall'aria un pò burbera, signore anziane che intrecciano cestini con la destrezza di una ballerina,scorci pieni di poesia, questa é Castelsardo. Il paese é uno splendido borgo medievale che si affaccia sul golfo dell'Asinara e situato a soli 30 km a nord di Sassari e 80 km da Alghero.  La piccola cittadina é rinomata appunto per il suo suggestivo castello posizionato sulla rocca da oltre 900 anni, ma  fino a duecento anni fa ha avuto ben due nomi diversi prima di giungere al suo "vero io". Il castello di Castelsardo venne costruito intorno al 1100 dalla potente famiglia Doria che era sbarcata in Sardegna dalla Liguria in cerca di terre da conquistare e (tanto per marcare bene il territorio) chiamarono il paese Castelgenovese. I Doria si impossessarono con determinazione  di tutto il territorio circostante, sopratutto le zone interne che rappresentavano campi fertili da coltivare e si inoltrarono fino a metà della Anglona (l'antico nome della regione evidenziata sotto), dove costruirono una torre che battezzarono..Casteldoria! 

Il dominio dei Doria continuò a lungo ma  venne infine sostituito da quello spagnolo. I catalano aragonesi però dovettero combattere a lungo prima di riuscire a conquistare il castello ampiamente fortificato  e posizionato a picco sul mare. (altro…)

Marmilla: un itinerario tra storia e natura

La Marmilla è una subregione del Medio Campidano, giovane provincia istituita nel 2001 nel Sud-ovest della Sardegna. Il territorio rappresenta un’importante meta per turisti ed escursionisti che potranno immergersi in un percorso tra storia e natura. Museo Archeologico "Genna Maria" - Villanovaforru Tra le numerose attrattive della zona ricordiamo il Museo Archeologico “Genna Maria” di Villanovaforru, situato a mezz’ora di strada dalla città di Cagliari. Il Museo accoglie tutti i reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati nel vicino complesso nuragico di Genna Maria e da altre indagini sia nel territorio di Villanovaforru sia in altri Comuni della Marmilla compresi nel Consorzio turistico "Sa Corona Arrubia". Tutti i reperti, adeguatamente accompagnati da pannelli esplicativi, sono presentati rispettando le associazioni originarie che arredavano e rendevano funzionali a vari fini gli ambienti di una parte completamente scavata del villaggio.

Sulla stessa piazza del museo archeologico, in due tradizionali abitazioni ristrutturate dal Comune, si organizzano mostre temporanee. (altro…)