Festa della tradizione sarda: San Giorgio Martire

La tradizione sarda è ricca di feste e sagre che coprono i momenti fondamentali del calendario religioso e della vita agreste. Spesso, queste due dimensioni si sono unite indissolubilmente dando vita a una tradizione folkloristica forte e radicata. È il caso della sagra di San Giorgio Martire di Perfugas, evento campestre dalle lontane origini. La tradizione della sagra viene rinnovata ogni anno, nella seconda metà di aprile.

La popolazione si riunisce attorno all’affascinante chiesa dedicata a San Giorgio, patrono di Barcellona e testimonianza della dominazione spagnola della Sardegna. Il caratteristico colore rosso le è donato dalla vulcanite rossa di cui sono fatti i mattoni della struttura, originaria del ‘400 e in stile gotico dell’area catalana. In attesa dei momenti clou della sagra di San Giorgio Martire, gli amanti dell’archeologia apprezzeranno, nei pressi della chiesa, l’omonimo nuraghe.

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Terapia dello spavento: antiche tradizioni sarde

Tre le più curiose e particolari tradizioni sarde vi è senza dubbio la medicina popolare e tra queste quella che ha mantenuto intatto tutto il suo fascino è “la terapia dello spavento”. Questa usanza viene praticata principalmente nella provincia di Cagliari e di Nuoro da 47 persone, che hanno imparato a utilizzarla  in famiglia o perché sono stati guariti a loro volta.

La tradizione sarda prevede che per guarire da uno spavento che ha messo in agitazione l’animo del mal capitato si devono usare alcuni tra gli elementi naturali quali: l’acqua che va gettata sul malato o cosparsa con il segno della croce; la terra presa nel posto dove è avvenuto lo spavento e sulla quale il malato deve segnare delle croci; il fumo prodotto o con la cera, o con le foglie di palma, i fiori, l’incenso, il rosmarino.

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A Muravera per la Sagra degli Agrumi

L’inverno ancora imperversa, qui in Sardegna, ma la voglia di sole ci fa guardare avanti. Tra gli eventi che, ogni anno, segnano il passaggio di stagione c’è sicuramente la Sagra degli Agrumi di Muravera (Cagliari).

In questa occasione divenuta tradizione, la popolazione di Muravera festeggia l’eccellenza della produzione agrumicola del Sarrabus. Ma è anche l’occasione per festeggiare la primavera entrante e per rinnovare quello stretto legame con il folklore che caratterizza tutta la Sardegna.

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Marzo a Uri con la Sagra del carciofo

È una tradizione ancora giovane, quella della Sagra del carciofo di Uri, in provincia di Sassari. Il primo evento è, infatti, datato 1990. Non così giovane, invece, è la tradizione di coltivare il carciofo così come quella di produrre vino, olio e formaggi eccezionali. Dalla tradizione, dunque, arriva l’invito di Uri alla scoperta dei suoi tesori agroalimentari, gastronomici e artigianali: i protagonisti che concorrono al successo della Sagra del carciofo. Ovviamente, la Sagra del carciofo di Uri è un momento di festa a 360° e non dimentica cultura, folklore e divertimento, nella buona tradizione delle feste sarde. (altro…)

Carrasegare de Otzana, Carnevale in Sardegna

Il Carnevale a Ottana (in provincia di Nuoro) si chiama Carrasegare de Otzana, l’evento in cui la vita rurale viene mimata e ritmata secondo le fasi di una cultura atavica. Dalle rappresentazioni che si svolgono nelle piazze e nelle vie di Ottana, è facile percepire lo straordinario rapporto simbiotico tra le civiltà della Sardegna e la natura che le circondava. Le maschere tipiche di questo Carnevale sono quelle de Sos Merdùles e de Sos Boes (assieme alle altre maschere rappresentanti il maiale, l’asino e il cervo), nonché la tremenda Sa Filonzana: gli uomini, gli animali e la morte. Le maschere lingee contrastano, a causa delle loro smorfie grottesche, con il clima di sfrenata e colorata allegria che le circonda.  Nonostante ciò, alcuni degli intagli e delle decorazioni richiamano quell’estetica archetipica , bella nel suo essere primordiale, che si può ritrovare nell’arte tribale africana. (altro…)

I carri di Tempio per il Carnevale in Sardegna

Il Carnevale non è solo quello di Venezia e Viareggio. Lo sanno bene i sardi e gli altri quarantamila spettatori che ogni anno partecipano al Carrasciali Timpiéscu: il Carnevale di Tempio Pausania, con i suoi carri allegorici che sfilano sotto l’occhio augurale del Re Giorgio. Questo mitico Re è una tra le più affascinanti, antiche e misteriose figure del folklore della Sardegna. È stato identificato quale simbolo del ciclo di fertilità della terra, con una storia che si ripete ogni anno durante le tre giornate clou del Carnevale: Giovedì Grasso, domenica e Martedì Grasso. (altro…)

I Thurpos di Orotelli per un Carnevale in Sardegna

Trascorrere il Carnevale in Sardegna è un’occasione unica per assistere a un rito antico: quello dei Thurpos di Orotelli, in provincia di Nuoro. Dalla penombra del cappuccio tirato sulla testa, le cupe maschere dei Thurpos (gli “orbi” o “storpi”) fanno eco all’atavica esigenza umana di liberarsi dai capricci della natura, fornitrice di sostentamento. Il contadino (il Thurpu Voinarzu), abbrutito dal duro lavoro, frusta e impreca alla guida di una coppia di buoi (i Thurpos Boes), uguali in tutto e per tutto all’uomo: stessa veste (su gabbanu), stessi campanacci, stesso volto annerito dalla fuliggine ma, a differenza del primo, gravati da giogo e aratro. (altro…)

Il fuoco di Sant’Antonio: il rito del 16 gennaio

Una regione di tradizioni e profezie. Il rito del fuoco di sant’Antonio viene celebrato in Sardegna la notte del 16 gennaio bruciando legna e piante di rosmarino in onore di Antonio Abate, che secondo la leggenda avrebbe rubato al diavolo una favilla incandescente donandola agli uomini e dotandoli così del fuoco. È un misto di tradizione cristiana e culto pagano di origine molto antiche. La leggenda vuole che nell’antichità le temperature in Sardegna fossero talmente basse che la popolazione, stremata dalla moria degli animali e delle piante, si rivolse al santo in cerca di aiuto. Così Sant’Antonio decise di scende negli inferi per aiutare gli uomini. (altro…)

Vini della Sardegna: Ajò a Ippuntare 2011, Usini

Si chiama Ajò a Ippuntare 2011 (sabato 17 dicembre) ed è un attesissimo evento di degustazione itinerante del vino della Sardegna. Nello specifico, stiamo parlando del vino di Usini, un Comune a pochi chilometri da Sassari e dall’antichissima storia testimoniata dai numerosi ruderi archeologici nelle sue vicinanze. Anche il nome della festa (Ajò a Ippuntare), risuona nel 2011 come un’antica esortazione di quest’area della Sardegna alla spillatura del vino (ippuntare). Esortazione che lascia in bocca il sapore di una tradizione antica e di eccellenze artigianali. Come ogni evento sardo che si rispetti, Ajò a Ippuntare 2011 offrirà al visitatore il giusto equilibrio di enogastronomia, musica e cultura della Sardegna, per passare un giorno indimenticabile. (altro…)

Sardegna: la danza dell’argia, balla che ti passa

Fenomeno studiato per la prima volta dall’antropologo Ernesto De Martino, la danza dell’argia può definirsi la “taranta della Sardegna”. Una pratica, oramai, quasi del tutto scomparsa. Risalire alle sue origini significa compiere uno straordinario viaggio nel folklore e nelle credenze arcaiche del popolo sardo. Questo rituale di esorcismo, che varia profondamente da area ad area, era ritenuto necessario per salvare le vittime del morso di un insetto mitico e fatale: l’argia, appunto. A metà strada tra una grande formica e un ragno, il veleno iniettato durante l’attacco dell’argia, secondo le credenze, induceva a stati possessione che dovevano essere curati grazie all’intervento di tutta la comunità. (altro…)