Il coltello sardo…un universo da scoprire

Il coltello sardo... un universo da scoprire!

Chi non e’ sardo forse non conoscerà la grande  tradizione e maestria che riguardano la creazione del coltello in Sardegna.  Si apre un vero e proprio  mondo che consiste nelle diverse manifatture, materiali, stili, lavorazioni, usi del coltello, che diventa  quindi una vera e propria opera d’arte.
I coltelli si suddividono in due tipologie di base la leppa, il coltello  a manico fisso  e la resolza, il coltello a serramanico. Un’altra  caratteristica fondamentale e’ data dalla forma della lama, anche questa puo’ essere di due tipi; la lama larga (un po’ panciuta) è per i cacciatori e viene chiamata foglia di lauro mentre la lama più sottile usata dai pastori viene denominata foglia di grano.
Queste  dunque sono le caratteristiche che stanno alla base di tutti i coltelli che poi hanno un’infinità di sfumature diverse. I coltelli da collezione, per esempio, hanno delle lavorazioni molto particolari ed alcuni sono bellissimi, con lame cesellate o damascate  (centinaia di sottilissimi strati di acciaio vengono pressati insieme creando così delle striature   rassomiglianti delle impronte digitali o le nervature del legno). I manici possono essere  in corno di montone, a forma di testa di cinghiale, muflone, cane.. straordinari.
La zona principale in cui vengono creati questi piccoli “capolavori” si concentra soprattutto nel sud ovest della Sardegna a Guspini, e Arbus a  circa 60 km sopra Carbonia. Un’altra località molto rinomata per la creazione dei coltelli è Pattada, situata nel nord dell’isola in piena Barbagia, sotto Olbia e sopra Nuoro.
Il classico coltello di Pattada ha una forma molto allungata e sottile ed il manico è sempre fatto in corno di muflone.  potete vederlo nella  foto sotto, in modo da avere un’idea più chiara.

Di Pattada è un famosissimo creatore di coltelli chiamato Paolo Pusceddu, 15 anni fa aveva creato il coltello più grande del mondo..pesava ben 80 chili!! In seguito, ha costruito il coltello più pesante che pesa 295 chili ed è lungo quasi 5 metri..  Potete andare a vederlo al museo del coltello ad Arbus.
Un altro mago nel mondo dei coltelli di Pattada si chiama Piero Fogarizzu, la sua grande abilità è quella di fare delle lame damascate molto particolari che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Disegna coltelli “su misura” e spesso bisogna aspettare molto per averne uno.
Nel caso foste rimasti affascinati  dal coltello sardo,  seguono alcuni consigli fondamentali per saper distinguere il VERO coltello di manifattura sarda.

1) IL COLTELLO FATTO A MANO E’ FIRMATO DAL COLTELLINAIO che l’ha prodotto, la firma si trova sulla lama e spesso si tratta del cognome del coltellinaio di uno pseudonimo o di un simbolo.
2)  IL COLTELLO SARDO NON HA BLOCCO DI SICUREZZA DELLA LAMA,  questo è un punto molto importante;  la lama è libera, il coltello fatto a mano infatti non scatta e non ha strani meccanismi di apertura.
3) IL MANICO DEVE ESSERE IN CORNO DI MONTONE.  In alcuni casi sono accettabili varianti come il corno di bue o alcuni tipi di radica, ma non può mai essere  di plastica  o di resina.
4) DIFFIDATE DA PREZZI TROPPO BASSI.  Quando si compra un coltello fatto a mano ricordate bene  che il coltello è fatto a mano , quindi è di un ottima qualità, un pezzo unico. Il costo di base indicativo di un coltello di 22 cm  (lama da 10 cm) è  circa 50 € (manico in bue) .

Museo del coltello
Via Roma 15
Arbus
aperto tutto l’anno: 10-12.30 / 16-20
Tel: 070 9759220

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