Alla scoperta del Santuario di Santa Cristina

Alla scoperta del Santuario di Santa CristinaNella provincia di Oristano, all’interno del territorio del comune di Paulilatino, sorge uno straordinario fulcro della storia nuragica sarda. Con il nome preso dalla chiesetta di Santa Cristina, risalente agli anni dell’XI secolo a.C., il santuario nuragico di Santa Cristina, in Sardegna, si presenta ancora in buone condizioni di conservazione e testimonia la bellezza e l’equilibrio architettonico di un epoca preistorica, in cui l’uomo venerava i culti dell’acqua, a cui l’antico tempio, e il pozzo sacro che in esso è ancora visibile, erano consacrati. Ma scopriamo insieme quali sono le più incredibili meraviglie che si potranno ammirare durante una visita a questo suggestivo luogo storico. Una meta spettacolare, che farà delle tue vacanze in Sardegna un’esperienza indimenticabile!

Alla scoperta del Pozzo Sacro di Santa Cristina

Dove si trova il Parco Archeologico

Quello che oggi è noto ai più come il Santuario di Santa Cristina si trova nell’omonimo parco archeologico nuragico. È considerato il tempio a pozzo nuragico più suggestivo e affascinante fra tutti i luoghi storici della Sardegna, che pure è piena di meraviglie. Il Pozzo di Santa Cristina rappresenta una testimonianza importante nell’ambito della cultura nuragica, e si stima che l’intero complesso abbia circa tremila anni di vita. Si trova nei pressi del borgo di Paulilatino, in provincia di Oristano, ed è una delle mete imperdibili della Sardegna centro occidentale. 

Il culto dell’acqua 

Quello che rende speciale il Santuario Nuragico di Santa Cristina è l’omonimo pozzo sacro, che ancora oggi è in grado di suscitare delle intense emozioni. Stando agli studiosi il pozzo era legato ai culti dell’acqua, della purificazione e dei cicli della luna. La forma particolare del suo ingresso, di forma triangolare, richiama il simbolo del ventre femminile e della fertilità. Attraverso le scale, dalla particolare forma “rovesciata”, si può accedere direttamente al pozzo e ammirare la finezza di questa costruzione millenaria. Il pozzo si trova nel cuore del parco archeologico, immerso fra gli ulivi secolari della zona, ed è incredibilmente suggestivo. Ci sono stati molti studi intorno a questo luogo, ed è ancora in corso un dibattito sull’effettivo uso del pozzo. C’è chi sostiene che il pozzo sia legato al culto dell’acqua, accomunandolo così – almeno in parte – agli ultimi studi effettuati sul Nuraghe di Barumini. Questa teoria prende forza grazie anche al ritrovamento di quattro statuette di bronzo e oggetti votivi di vario tipo, oltre a una serie di straordinari oggetti d’oro risalenti addirittura all’epoca fenicia. Altri studiosi, invece, pensano che il pozzo fosse un luogo di osservazione astronomica. Sicuramente, la posizione in cui è stato costruito il pozzo non è casuale. Durante gli equinozi di autunno e primavera, infatti, la luce del sole illumina perfettamente l’acqua presente all’interno del pozzo.

Il santuario cristiano e il resto del parco

All’interno del parco non si trovano solo degli insediamenti nuragici di grandissimo valore storico. Fra gli edifici degni di nota c’è un’ampia capanna circolare che, secondo le teorie degli studiosi, veniva usata per riunire la comunità. Oltre a questi resti, si trova anche una piccola quanto suggestiva chiesa campestre dedicata a Santa Cristina. I muristenes, le costruzioni di pietra che vanno a formare il villaggio circostante, risalgono al XVIII secolo e sono stati spesso usati per ospitare i pellegrini. Nella zona si festeggiano ancora diverse ricorrenze legate al santuario: nella seconda domenica di maggio, ad esempio, si festeggia Santa Cristina di Bolsena. Da notare come il culto della Santa si riagganci a quello dell’acqua del pozzo, unendo la cultura nuragica a quella cristiana. Nella quarta domenica di ottobre, invece, la popolazione locale si festeggia l’Arcangelo Gabriele.            

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