Piatti tipici sardi e i loro luoghi d’origine

Piatti tipici sardi e i loro luoghi d'origineL’isola del mirto, dei fenicotteri rosa, delle spiagge paradisiache e delle acque cristalline, trasparenti e dalle mille tonalità è conosciuta in tutto il mondo per i suoi tesori naturali, ma non solo! Un pranzo o una cena qui saranno all’insegna di deliziosi gusti e sapori unici, inconfondibili e caratteristici. Scopriamo insieme quali sono i piatti e i prodotti tipici della Sardegna e i loro luoghi di origine.

Zuppa gallurese

Come il nome stesso suggerisce, la regione della Gallura, nella Sardegna del nord, è il territorio che ha dato i natali ad una particolare zuppa dai sapori prelibati dovuti a pregiati ingredienti locali. Si tratta di un piatto che, a discapito del nome, non si presenta liquido, ma dalla consistenza morbida molto simile ad un piatto di lasagne. Il brodo in realtà è effettivamente utilizzato per la sua preparazione, ma solo per inzuppare il pane che ne costituisce gli strati, assemblato insieme a vari formaggi. Da provare!

Spaghetti coi ricci di mare

Ci spostiamo ora verso ovest, nella zona di Castelsardo, ma l’origine di questa pietanza viene fatta risalire in parte anche al comune di Santa Teresa di Gallura. Parliamo di un piatto di pasta, gli spaghetti nello specifico, il cui principale ingrediente sono i ricci di mare, tipici soprattutto dei mesi tra novembre e aprile. Un sapore genuino, dovuto alla freschezza assoluta degli animali e ai condimenti che ben si accompagnano ad un calice di cannonau sardo, che ne esalta le sfaccettature.

Bottarga

Della città di Cabras è famosa la bottarga di pesce, prelibatezza unica e molto saporita dell’isola. Si tratta di un ingrediente, utilizzato per insaporire i piatti, i primi principalmente, come spaghetti e linguine ma ottimo anche come antipasto, consumato tagliato a fettine sottili. Ciò di cui la bottarga è composta sono uova di muggine lasciate essiccare per assumere il tipico gusto ineguagliabile. Decisamente imperdibile!

Culurgiones

Addentriamoci ora nella regione territoriale dell’Ogliastra, nella zona dell’isola più incontaminata e selvaggia. I culurgiones si presentano come dei grossi gnocchi, rigorosamente fatti in casa, il cui ripieno è composto di crema di patate impastata con foglioline di menta spezzettate, per lasciare un sapore fresco e leggero. Un tipico condimento, anche se è possibile variare, è la salsa di pomodori freschi e basilico, ma sono assolutamente ottimi anche con un sughino di burro e salvia.

Aragosta alla catalana

Parliamo adesso di un piatto tipico di un luogo che sente molto l’influenza dei popoli che l’hanno abitato per secoli: la città di Alghero. Gli spagnoli e i catalano hanno per anni abitato le zone nei pressi di questa località, e l’eredità che vi hanno lasciato, oltre a forti influssi nella lingua, è molto legata anche alla cucina. L’aragosta, protagonista del piatto viene pescata nel mare della zona con metodi del tutto naturali. Viene poi bollita e servita con contorno di insalata, cipolla e pomodorini freschi. In accompagnamento è consigliato un bicchiere di vino bianco fresco, come può essere il Vermentino.

Porceddu

Le ultime due prelibatezze di cui parliamo hanno una storia lunga e affascinante. Non sono legati ad un luogo specifico, perché come vedremo, in ogni zona della Sardegna vengono preparati con tecniche diverse, ma il piatto rimane sempre un simbolo dell’isola. Il porceddu è forse la pietanza più nota delle terre sarde. l’ingrediente principale è la carne di un maialino da latte tra i 4 e i 6 chili, cotto intero e a fuoco lento circondato da foglie di mirto, che lo insaporiscono. Il metodo più diffuso per servire questo piatto è adagiandolo su un supporto in sughero, perché non ne perda gli aromi.

Sebadas

Concludiamo con un tipico dolce, la sebada o seada. Anch’essa diffusa sull’intero territorio sardo, è un grosso raviolo il cui involucro è fatto con pasta violata di strutto e semola e con ripieno di formaggio, generalmente pecorino, ma a seconda della zona si può trovare anche la ricotta, con aggiunta di scorza di limone ad insaporire il tutto. Viene poi fritta, ricoperta di miele, tendenzialmente di fiori d’arancio o millefiori, o zucchero e servita calda.

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